Perchè regalare un libro a Natale?

30 Novembre 2012

Primo dicembre. La giostra natalizia si è accesa già da un po'. Si accende sempre prima, se consideriamo che gli ipermercati già mostravano palline e decori natalizi negli scaffali quando ancora non erano sparite del tutto le zucche e i travestimenti di Halloween. Giusto ieri sono stata in un mega ipermercato gestito da cinesi, che a casa mia chiamiamo “cinesone” (un grande cinese insomma), e c'era uno scaffale intero, enorme, dedicato SOLO alle luminarie. Quindi sì, la giostra natalizia è partita e io mi trastullo e ne voglio ancora e ancora. La mia testolina vede sempre il 25 dicembre come la fine di un periodo, più che una festività in sé: il periodo in cui, anche non volendo, possiamo avere occasione di stare di più con le persone che amiamo, con la complicità di un dolcetto, di una tombola o di un partitone a Trivial Pursuit. Personalmente adoro la sera del 25 dicembre, in totale sollazzo post-pranzo, col mio libro in mano. E' rigenerante. E, nonostate l'imperativo della “festa comandata”, io attendo il Natale come una bimba che ancora prepara la cena per Babbo Natale che, stanco e affamato, viene a portarmi il mio regalo.

Non siamo qui a discutere di quanto possa essere puramente atta al consumismo questa festa. Non siamo qui a discutere di quanto ormai sia diventato difficile fare un regalo senza spennarsi. Non siamo qui a discutere di nulla di tutto questo. Il nostro è un sito di libri e vi dimostrerò che regalare un libro è una delle scelte più portentose che potete compiere in questo Natale. La magia del Natale e la magia dei libri -insieme- sono una delle cose migliori che potete regalare a chi amate.

Mettetevi comodi e lasciatevi convincere.

Un libro parla due lingue, trasmette due messaggi. Il libro lo regalate voi, ma lo legge la persona a cui lo regalate. Sembra un concetto scontato, ma se ci pensate bene non lo è affatto. Un libro non è un oggetto qualsiasi. Racconta una storia, proietta chi lo legge in un vissuto parallelo, a tratti fantastico, ad altri più credibile e tutto possiamo prevedere, eccetto gli effetti che si produrranno negli impulsi testa-cuore-pancia (sì, anche pancia, un libro si vive anche di pancia). Per questo motivo regalare un libro è una grossa responsabilità, perchè non siamo mai sicuri che il messaggio trasmesso sarà lo stesso che abbiamo ricevuto noi. Ma è un rischio che consiglio a tutti di correre: in questo modo regalate una emozione e un messaggio e raccontate allo stesso tempo un po' di voi.

Un libro non scade mai. Sì, avete letto bene. Sto parlando di scadenza di un oggetto privo di componenti organiche. Anche qui risulto ovvia, per la seconda volta. Non so se succede anche a voi, ma per me anche gli oggetti scadono. Non parlo di oggetti che acquistano un particolarissimo significato perchè legati a ricordi di straordinaria importanza. Parlo degli oggetti in generale. La scoperta di un oggetto ha sempre una parte dolce, quella della sorpresa, e una parte amara, quella della lenta introduzione di esso nella routine, nello scontato approccio quotidiano, nell'abitudine che ne fanno gli occhi. Un libro no, non scade. Gli occhi non si abitueranno mai a una frase, perchè testa-cuore-pancia collegheranno un messaggio diverso a quella stessa frase in ogni fase o momento della vita. Pensiamo alla frase “Ti aspetto, mi scivoli davanti, ma non ti afferro” (frase inventata al momento, neppure troppo intelligente e decisamente melensa, ma tant'è): riusciamo a distinguere quante milioni di miliardi di sfaccettature può assumere questa frase? Che potenza. Mi/vi/ci vedo in un giorno di arrabbiatura pesante con il mondo, uno di quei giorni in cui proprio ci sentiamo perseguitati dalla sfortuna. E lui -il libro- è lì. Lo apriamo e leggendo questa frase ci rendiamo conto di quante cose, durante questa giornata bruttissima, non ci siamo accorti. Potrei procedere all'infinito con gli esempi, ma diverrei pesante. Un esempio basta e avanza. Ci siamo capiti: un libro non scade. Avrà sempre un messaggio da trasmettere.

Un libro costa poco. Su, ridete e iniziate a dirmi che sono pazza. Che ci sono libri che costano venti euro, venticinque talvolta. Dimostratemi che venticinque euro moltiplicato per dieci amici/parenti sono duecentocinquanta euro. Lo so. Un libro invece costa poco, basta volerlo. Due sono i consigli che mi sento di darvi. Il primo è per tutti i destinatari dei vostri regali librosi. Ci sono libri immortali -i classici- che potete trovare a prezzi davvero irrisori. Regalando un classico fate centro. Ma centro sicuro. All'inizio il vostro destinatario, soprattutto se non avvezzo alla lettura come voi, storcerà il naso dicendo che ha smesso di leggere certi mattoni al liceo. Poi magari lo sfoglierà e capirà che non è poi così noioso come pensava. In ogni caso avrete fatto centro. Attenzione a scegliere il giusto classico: come dico sempre, il libro si deve “spalmare” sulla persona (almeno per ciò che voi conoscete di lei). Scegliete il titolo migliore, la mole di pagine adatta, la grandezza di caratteri giusta (ci sono persone che gradiscono caratteri più grandi; io sono tutta storta e preferisco i caratteri piccini) e soprattutto non proiettate solo voi stessi nella scelta del classico, ricordatevi che il libro porta un duplice messaggio, pensate a ciò che piace a voi, ma anche a ciò che piace al destinatario.

Il resto del lavoro lo farà il libro. Esistono classici di ogni dimensione e pensiero. E per ogni tasca. Un classico non usato può costarvi anche tre euro. Meno di una sciocchezza presa al negozio del “tutto a un euro” (che tutto a un euro non è mai): e ho detto tutto.

Il secondo consiglio è per i destinatari dei vostri regali librosi che amano come voi la lettura. Un lettore accanito generalmente è meno schizzinoso, anche se non escludo che anche i meno dediti alla lettura potrebbero apprezzare questo tipo di scelta: qui dovete essere voi a capire se una persona può apprezzarla. Non passerete da spilorci, ve lo assicuro: regalate un libro usato. I prezzi si dimezzano, a volte scendono anche del 75%. Basta conoscere i mercatini giusti, i siti giusti (www.libraccio.it dove potete trovare libri usati al 50% di sconto dal prezzo di copertina, oppure www.comprovendolibri.it, il portale che vi mette in diretto contatto con i venditori e vi fa scovare occasioni decisamente interessanti, o se volete rimanere nel nostro confortevole sito, sbirciate alla sezione "mercatino"). Assicuratevi che il libro sia in buone condizioni, magari aggiustate la copertina con un panno leggermente umido e fate un bel pacchetto regalo. Il vostro amico lettore lo apprezzerà. E non serve fingere che sia nuovo. L'amico lettore ama l'usato. Io non dimenticherò mai gli occhi lucidi di una mia amica lettrice quando, di ritorno dagli Stati Uniti, le ho portato una edizione usata di un libro di un autore che lei ama. Allo scintillio e al candore del nuovo, lei preferiva il vissuto, l'odore di “libro che viene da lontano”.

Vi rimane l'opzione “libro nuovo”: ci sono perle in edizioni economiche, a meno di dieci euro. E se avete disponibilità economiche più grandi, largo anche alle copie da venti o venticinque euro.

La certezza rimane una: a meno che non decidiate di regalare copie iper lussuose è assai difficile spendere più di trenta euro per un libro. Chiaro, semplice. Quindi niente scuse.

Tre è un numero adatto per fermarmi. Ma potrei dimostrarvi che esistono ancora altri motivi, oltre a questi tre appena elencati, per cui regalare un libro a Natale. A me piace riflettere, pensare ai titoli che ho amato nell'anno appena trascorso e decidere chi potrebbe “indossare bene” quei titoli: non vi ho detto che la regola principale quando regalate un libro, imprescindibile e necessaria, è l'aver già letto il libro. Altrimenti è come regalare una scatola chiusa. Il messaggio è duplice, quadruplice se aggiungiamo scrittore e traduttore. Un tavolo con tre gambe non si regge.

Buona ricerca del titolo perfetto, per la persona perfetta, al prezzo perfetto.