Horror e Sessualità - HorrorVille #5

29 Maggio 2013

horrorville

Nella scorsa puntata abbiamo parlato di Clive Barker, uno dei pochi autori contemporanei che ad ora riesce ancora a scrivere qualcosa di significativo, qualcosa di anomalo, qualcosa di oscuro.

Avendo già accennato alla sua creativa e minuziosa penna, mi sento di usare ancora la sua figura per andare a parlare di un tema un po’ scomodo ma non per questo scontato: la sessualità e il suo rapporto con il genere.

Essa infatti nel horror di oggi è una costante. Quante scene estreme di sesso o nudo vi siete trovati sotto il naso? Tutte situazioni buttate li, senza un senso apparente, giusto per fare scena e unire il nero di un racconto o di una pellicola all’eccesso, allo splatter.

Ma perché mettere un personaggio come Barker dentro questo discorso?

La risposta che mi sento di dare è molto istintiva: Clive sa fare il suo lavoro, Clive è una persona molto coraggiosa.

Primi anni novanta, il clima americano in quanto a libertà sessuale è molto chiuso, la situazione era un pochino più complicata del presente, l’attuale “Legalize Love” proposto dal presidente Obama era ancora lontano. Ma nulla impedì a Barker di dichiarare la sua omosessualità sulla storica rivista gay “The Advocate”. Non voglio però addentrarmi nella sua vita personale e nelle sue scelte, perché su quelle nessuno tranne i diretti interessati ci dovrebbero mettere bocca, quello che a me interessa è la sua sessualità rapportata ai suoi scritti.

Flussi di parole scritte dall’autore londinese, flussi di intimi pensieri che si fondono in un gioco di specchi.

Barker ha una marcia in più, riesce a giocare con la sessualità, ha un dualismo raffinato che permette di osare e spingersi in intelligentissime descrizioni minuziose e grottesche.

Sorgeranno domande come: conta essere diversi? Quanto conta l’amore? Il sesso visto un questa maniera, può essere distruttivo?

Io lettore leggo di violenza carnale, leggo di sesso violento, leggo di riti legati a quest’ultimo e alla fine di ogni scritto dopo avere scorso con gli occhi un’apparente trashata, mi sono sempre soffermato su quei particolari così fastidiosi. E a distanza di tempo, a libro chiuso, ho continuato a vedere quei corpi muoversi con foga, ho continuato a percepire il desiderio, e per un attimo entrando in quelle situazioni ho percepito una sorta di normalità dovuta al coinvolgimento e alla costruzione narrativa creata da un ottimo scrittore.

Eppure non mi sento né un maniaco né tantomeno credo di prediligere uno stile di vita estremo fatto di trasgressione e di eccessi. Anzi credo che affrontando questo tipo di letture un lettore più arguto possa formarsi in senso opposto, additare ciò che è giusto da quello che è sbagliato.

E come Barker tanti sono stati gli scrittori e pochi (a mio parere) sono stati i registi capaci di usare la sessualità per arrivare a un fine. Un tipo di riflessione che come già accennato solo una trattazione minuziosa può suscitare.

Un consiglio: la prossima volta che vi troverete ad affrontare una situazione del genere, lasciatevi trasportare, nessuno saprà del vostro coinvolgimento. Un dolce segreto tra il lettore e libro (che la realtà le volte non permette).

Entrateci e guardate ogni particolare con occhio critico, cercate di capire dove nasca il desiderio e siate più istintivi, ricambiando i baci e le effusioni che vi verranno proposte. Labbra che si toccano e essenze che si fondono. Colori che si uniscono. Il bianco e il nero.

Ma quando ne uscirete, quando tornerete ad essere persone obiettive sono sicuro che una frase vi rimarrà nella testa, una frase la cui risposta può non essere gradita, una frase che l’arguto scrittore horror aveva premeditato da tempo: è stato amore o odio?

Provate a rispondere, mettetevi in gioco.