Il Grande spettacolo segreto - HorrorVille #6

28 Giugno 2013

horrorvillePer questa tappa cinque, mia intenzione è quella di spingervi verso la lettura di un romanzo specifico, neanche a farlo apposta si tratterà nuovamente di Clive Barker.

Parlo di Apocalypse: il grande spettacolo segreto.

 

Per invogliarvi non vi parlerò né della trama né dell’autore. Vi invito però a vivere questa piccola esperienza con me. Esperienza che ho estrapolato dal romanzo e che potrebbe risultare per voi nuova. Andiamo?

barSilenzio! vi invito al silenzio, ve lo chiedo per favore. Adesso sedetevi e chiudete gli occhi. Cominciamo dal Silenzio.

Sentite che pace? Sentite quante cose ha da dire il Silenzio? Riuscite a vedere quanto possa essere dannosa questa calma? Una calma apparente che mangia i rumori, mangia i pensieri e le volte rutta il proprio disgusto.

Non c’è da avere paura il silenzio è vuoto, non ha componenti aggiuntive e quando tutto è assente, si crea uno spazio. Lo stesso spazio che potrà essere riempito. Quindi facciamolo. Riempiamo questa scatola muta.

Sussurrate le vostre paure e create una sorta di leggera cantilena, come se fosse una sorta di preghiera troppo timida per rivelare le sue parole e troppo debole per sortire qualche effetto.

Le gambe vi formicolano, il vostro lamento fa da colonna sonora, ma vi invito a rimanere seduti, l’ambiente attorno a voi sta diventando il palcoscenico delle vostre paure più nascoste.

Le palpebre chiuse ostruiscono la luce, ostruiscono la ragione. La vostra bocca è il trampolino per parole frettolose e parole vibranti, che pendono da essa per poi cadere verso il basso. Cadono e diventano ombre.

Sono lì e sono tante, ne vedo di piccole e ne vedo di grandi (quelle sono le più scure). Camminano attorno a voi, urlano i loro nomi: “Solitudine”, “Malattia”, “Morte”. Ma c’è ne una che è ferma tra tutte, il suo colore è più chiaro, tendente al grigio. Voi non la potete vedere.

Lei è la più triste, non condivide questo entusiasmo. Dice di chiamarsi Felicità. Lei è la rappresentazione di essa. La paura di essere felici. Lei a differenze delle sue sorelle non urla il proprio nome, lei piange in silenzio la sua sfortuna, lei aspetta che vengano pronunciate altri tipi di preghiere, le stesse che la potrebbero portare verso un bianco accecante. Forte è il desiderio di rinascita.

La danza continua, perché la danza e vita, la danza è arte. Sinuose si muovono attorno a voi, sentite come urlano, la loro andatura veloce crea una sorta di aria, aria che ha odore di pentimento, aria che ha odore di voi.

Calmi, calmi, stanno per finire.

L’aria non c’è più, si sono fermate. Carezzano il loro vuoto, vi siete liberati di loro, ma loro sanno riconoscere la loro casa, la amano e cercano di consolarla per la propria perdita.

Lasciatevi trasportare dalle loro carezze, sentite quanta passione?

Ma adesso non perdetevi, adesso arriva la fase più importante. Volete affrontarle vero? Immagino di sì.

No! Non aprite gli occhi potreste impazzire, sono la rappresentazione di voi stessi, sono il nero del vostro io. bark2C’è solo un modo… silenzio! C’è solo un cazzo di modo.

PREGATE!

Non me ne frega niente che voi non crediate! Dovete farlo e dovete farlo adesso. Pregate la fatina dei denti, pregate Buddha, pregate Cristo, pregate Dio. Ma fatelo per voi!

La preghiera è sinonimo di luce, e sinonimo di speranza. Il nero e il bianco, l’Alpha e l’Omega. Dovreste vedere come ne soffrono, sono come impazzite, si sono unite, si stanno facendo forza tra di loro.

Una chiazza di nero seppia avvolge il vostro corpo, lo sanno che l’unione fa la forza. Ma voi dovete affrontarle!

Continuate a sperare, urlate le vostre gioie, i vostri momenti felici, pregate per il vostro amore…

Un sussurro vi separa dalla perdita dei sensi, e così è. Lo sforzo è grande e il nero creato dalle palpebre diventa una baratro profondo. A questo punto solo io posso vedere. Loro gioiscono, loro fanno ritorno alla loro dimora. Tornano a essere parte di voi. Ombre che entrano da dove erano uscite. La vostra bocca come l’entrata di una grotta. Affollano la strada e tra spintoni e urla vincono la loro battaglia. Dolce è il sapore della vittoria.

Solo un’immagine mi fa male, un’immagine intima che vedo con la coda dell’occhio. L’ultima a entrare è “Felicità” che nel mentre si è fatta di un grigio un po’ più scuro, un grigio sconforto.

Lei a differenza delle sorelle percorre il percorso lentamente, e si ferma davanti a voi. E’ qui che capisco e distolgo lo sguardo.

Lascio dietro di me due corpi che si abbracciano, una lacrima scende dal mio volto e loro spariscono in un raggio di luce. Calcio la mia sopportazione e cammino lungo la strada d’ombra urlando per la disperazione una parola luminosa: SPERANZA. Io spero.”

Questo è Apocalypse o come meglio cita il titolo originale dell'opera: The great and secret show. Il grande spettacolo segreto. E voi siete tutti invitati

Dimenticavo di dirvi che il romanzo è fuori catalogo, ed è forse questo il vero orrore.