Premio Strega 2013 - "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco

29 Giugno 2013

premio <a href=strega 2013b" width="300" height="300" />Terzo appuntamento in compagnia dei finalisti del Premio Strega 2013.
Oggi vi proponiamo la recensione di “Nessuno sa di noi”.

 

 

 

 

 

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Titolo: Nessuno sa di noi

Autore: Simona Sparaco

Editore: Giunti

Pagine: 252

Prezzo: euro 12,00 (versione cartacea); euro 6,99 (versione ebook)

 

 

 

Siamo tutte qui.
Ognuna con il proprio trofeo, più o meno in evidenza, e la cartella clinica sottobraccio. Tutte ordinatamente sedute, come a scuola per un richiamo del preside. Qualcuna sfoglia una rivista, con l'espressione vaga e compiaciuta di chi sa che la passerà liscia. Qualcun'altra, invece, se ne sta a testa bassa, con le mani serrate in un intreccio nervoso. Come se dietro quella porta color pastello ci fosse davvero la minaccia di un'espulsione.
Siamo tutte madri nell'attesa di un'ecografia.

Inizia così "Nessuno sa di noi", uno dei cinque titoli finalisti del Premio Strega 2013.
Simona Sparaco ci racconta la storia dei due protagonisti, Luce e Pietro. Un coppia normale, come tante altre. Una coppia che ha desiderato e cercato ardentemente un figlio per cinque anni. E quando il figlio arriva, è gioia immensa.

“Sono pazzo di te. Sono pazzo di lui, o di lei... Sono pazzo di noi!”.

Se non fosse che per questioni millimetriche, Lorenzo è troppo corto. E' affetto da displasia scheletrica, una rara e grave malattia che impedisce alle ossa di crescere normalmente.
Due semplici parole che per Luce e Pietro racchiudono una condanna. Ed è una scelta difficile quella che devono prendere, una scelta che sfocerà nell'aborto terapeutico.

I sensi di colpa travolgeranno Luce, la faranno precipitare in un baratro di disperazione dal quale a stento riuscirà a risalire.

“Non hai avuto abbastanza calcio, è per questo che ti sei fermato?” gli grido dentro di me, scoppiando a piangere, e nel frattempo trangugio dal cartone tutto il latte che riesco a ingoiare. Il liquido mi cola dagli angoli della bocca, si mescola alle lacrime e al sudore. Bevo senza quasi respirare.

Brani come questi all'interno del libro, rendono bene l'idea dello stato d'animo della protagonista.

“Nessuno sa di noi” non si esaurisce solo nella dolorosa parabola dell'aborto terapeutico. La seconda parte è dedicata all'amore e al rapporto dei due protagonisti, al loro modo di affrontare e superare le conseguenze della loro scelta.
Un amore, il loro, inizialmente perfetto, idilliaco, ma poi si sfilaccia lacerandosi come un tessuto logorato dai troppi utilizzi.

“Crescendo si scopre che tutto ha un limite. Persino l'amore. E noi che lo credevamo grandioso, indistruttibile. Ma l'amore è una ferita che non guarisce mai, sempre sul punto di riaprirsi. Basta un niente perché s'infetti.”

Lo stile si esprime in un modo asciutto, cadenzato, poco pretenzioso, ed è giusto che sia così; per le tematiche trattate una prosa un po' più articolata sarebbe risultata eccessiva. Seppur semplici nel loro complesso, le parole di Simona Sparaco sono delicatamente spietate, crudeli, sofferte.

Ogni pagina, un'agonia.

Parole che entrano dentro, scavano, logorano, consumano.

Parole che alla fine lasciano il posto al vuoto, allo smarrimento; smarrimento che nel romanzo viene enfatizzato da alcuni accenni ad Alice nel paese delle meraviglie.
E come Alice, anche Luce dovrà farsi forza e uscire dal mondo nel quale si è rinchiusa, un mondo nel quale la sua quotidianità è ridotta a un lento e ciondolante sopravvivere, il cui unico confronto e conforto è dato da persone che hanno vissuto esperienze simili alla sua.

“Nessuno sa di noi” è un romanzo che fa riflettere e nel quale sin dall'inizio si percepisce forte quel legame indissolubile che lega un genitore, o meglio una madre, al proprio figlio.

“Nella vita arriva un tempo in cui i genitori diventano di nuovo figli.”

Ricordo inoltre che l'autrice è stata intervistata da noi in merito al romanzo e alle tematiche in esso trattate.
Ecco il link al podcast.

A cura di Silvia