L'odore dei libri #2 - "New York è una finestra senza tende" di Paolo Cognetti

26 Luglio 2013

odori con riquadro e logoCapitale dell’immaginazione: New York

 “Io vivo a New York, e stavo

pensando allo stagno di Central

Park, giù a Central Park Sud.

Mi chiedevo, chissà dove vanno

le anatre quando lo stagno gela

e diventa tutto di ghiaccio.

Chissà se qualcuno arriva

con un camion e le porta allo zoo

o chissà dove.

O se volano via e basta”

J.D. SALINGER

 “Secondo: gli idranti. Ce se ne sono almeno un paio per ogni isolato, e io provo per loro un affetto legato a un’infanzia non mia. Come molti altri sentimenti che questa città mi suscita; è la nostalgia di un tempo immaginato. Un’età in cui ho giocato anch’io per strada, nei torridi pomeriggi d’estate, ballando a piedi nudi sotto il getto degli idranti, e che giustifica il mio struggimento quando ne incontro uno ”.

Paolo Cognetti cerca, attraverso questo lavoro, che non si esaurisce solo nella parola scritta ma che si completa con le immagini del documentario allegato “Il lato sbagliato del ponte”, di proporci un viaggio nei quartieri più importanti di Gotham, nome suggerito dallo scrittore Irving per descrivere la sua città natale, paragonandola ad una inglese avente lo stesso nome e popolata da abitanti eccentrici. E trovando in questo una somiglianza con New York. new-york

Un viaggio suddiviso in otto capitoli, dove siamo portati per mano nel cuore dei sobborghi che costituiscono la Grande Mela. Con passione, amore per le “voci narranti” di questa città e per le persone che la popolano.

“Nell’aprile di quell’anno una crepa era improvvisamente apparsa su un muro di Chumley’s. Il locale era stato sgombrato e poco tempo dopo era crollato, quando una cosa del genere è successa davanti ai miei occhi – mi trovavo in una tavola calda dell’Upper West Side e sul lato opposto della strada una ruspa portava via macerie ancora fumanti – il cameriere a cui ho chiesto  spiegazioni si è limitato a scrollare le spalle e rispondere:- Amico, questa è New York-. Un luogo in cui le cose finiscono e ricominciano a una velocità troppo elevata per coltivare nostalgie”

Tra beat generation, yiddish, scrittori vecchi e nuovi, Ground Zero, il prima e il dopo, ogni narratore ci regala “finestre senza tende” aperte nella sua vita o sbirciate dalla propria, assaporiamo i micro mondi che sono in ogni angolo di Gotham (Brooklyn Heights, Dumbo, Greenwich Village, Lower East Side, Coney Islands, etc…). Albe, inizi che si trasformano in storie che tuttora sopravvivono e caratterizzano la cultura del popolo americano o meglio newyorkese.

“Il primo odore inatteso, che per qualcuno è di oceano, o di carne arrostita, o di zucchero a velo, o di ruggine e foglie marce, anche se quello che sta marcendo è legno, cemento, ferro, mattoni, perchè l’intera città sembra attaccata dalla ruggine e dalla muffa.”

Come non farsi trasportare da queste immagini olfattive e trovare il profumo adatto a descrivere questa sensazione di decomposizione, dove l’odore della vita umana si miscela con quella dell’aria, dell’inquinamento, delle case... ed ecco che non possiamo non parlare di ODEUR 71, creazione del brand Comme Des Garcons. Una fragranza dalle note ozoniche (l’aria) con tocchi di verde (e quindi di vita quotidiana) dati dal succo di lattuga e dal bamboo, due elementi che possiamo trovare nelle bancarelle fuori dai negozi in qualsiasi quartiere della città. Sinagoghe o case che rilasciano all’esterno odore di incenso ed ecco che il gioco è fatto, ecco che all’interno di un’unica bottiglia abbiamo una città, una metropoli. Questa fragranza rimane scolpita nella memoria di chi la annusa e non può non rivederla appena mette piede a Gotham.

Buon viaggio!

Giorgia

Libro: “New York è una finestra senza tende” di Paolo Cognetti, editori Laterza – Contromano

 Profumo: Odeur 71  -  Rei Kawakubo – Comme Des Garcons