Lisario o il piacere infinito delle donne, di Antonella Cilento

1 Luglio 2014

lisarioOggi vi presentiamo le nostre opinioni su uno dei cinque libri finalisti al Premio Strega 2014, Lisario o il piacere infinito delle donne di Antonella Cilento. Di seguito potrete vedere la videorecensione di Federica e la recensione di Luisa, così potrete ascoltare e vedere due punti di vista su un libro che sicuramente sta incuriosendo molti. Buona lettura e buona visione!

 

 

 

Videorecensione di Federica: 


Recensione scritta a cura di Luisa:

Appena ho letto i nomi dei libri candidati al Premio Strega 2014 sono rimasta colpita da questo libro. Non tanto per la copertina o il titolo, come spesso accade, ma per la tematica promessa dalla trama: la scoperta o per meglio dire l'acquisizione di una consapevolezza minima del desiderio e del piacere femminile all'epoca dei vicerè spagnoli a Napoli nel Diciassettesimo secolo. Argomento interessantissimo che, unito all'originalità del romanzo storico visto in chiave femminile, prometteva davvero bene. La storia è quella di Lisario, una ragazza di nobile famiglia, che a causa di un intervento alla gola rimane muta fin da bambina. Ella poi cade, in giovane età, in un sonno profondo (consapevole o non consapevole non ci è dato saperlo) dal quale riesce a svegliarla solamente un medico ciarlatano, Avicente, con un metodo del tutto particolare e inusuale. Non volendomi troppo addentrare nella trama per evitare di dare troppe informazioni concludo dicendo che Lisario scoprirà e affronterà nella sua vita il dono del piacere femminile e il prezzo da pagare per possederlo. 

Il romanzo si presenta imperioso e coinvolgente fin dalle prime pagine grazie alla prima caratteristica che definirei ottima in questo romanzo: il linguaggio. L'autrice usa una prosa e un linguaggio che si inseriscono perfettamente nel contesto storico nel quale si svolge la vicenda. Durante la narrazione delle vicende vi è un alternanza con delle lettere che Lisario scrive alla Madonna ed è davvero piacevolmente impressionante leggere come l'autrice ha cercato di rendere quanto più verosimile possibile il linguaggio usato da Lisario. In poche parole leggendo questo libro il lettore sembra essere catapultato nel 1600 e viene guidato nel viaggio in modo lineare e sicuro tramite questa prosa ricercatissima.

Un altro punto a favore di questo libro è l'atmosfera che si coglie durante tutta la narrazione. Ci sono dei momenti nei quali sembra davvero di sentire gli odori o percepire il caos, i rumori, i tafferugli o semplicemente il rumore del mare, di quel mare, nella Napoli del 1600. Sembra che l'autrice riesca a fornire al lettore uno "zoom sensoriale" in grado di soffermarsi su particolari  altrimenti più insignificanti. Le tematiche promesse, il piacere femminile e la presenza di un romanzo storico nel quale la protagonista è una donna, vengono soddisfatte anche se avrei voluto che l'autrice si fosse soffermata di più su questi tratti originali del libro. La prima parte infatti, originalissima, approfondisce davvero bene il mistero del piacere femminile, soprattutto se calato all'interno dei quell'epoca. Nella seconda parte però il romanzo sembra prendere direzioni più attente a coinvolgere il lettore dal lato degli accadimenti di trama.

Nel complesso è un libro che consiglierei per approfondire l'epoca storica, per assaporare una buona prosa e per muoversi con gambe, mani e occhi femminili all'interno di un romanzo storico.