La Musa, di Jonathan Galassi

7 Agosto 2015

Non ho mai capito
Tante insopportabili
Sciocchezze sulla
Disperazione
Fino a ora oh ma ora
Capisco ora so
Com’è crudele la tua fredda
e semplice
gentilezza

Mnemosyne. Mnemosyne.
Un suono del cuore. D’amore.
 
Una musa.
Per chi ?
La Musa della poetessa
O quella dell’editore?
 
Storie di tempi che furono.
Quando parlare di editoria
Era rivoluzione
Era metter mattoni alla cultura
 
Un uomo, e il suo amore per i libri
Una poetessa contesa da due case editrici
Amori. Nascosti. Parenti.
 
E lei? La Musa?
Chi è?
 
Città. Di vacanza. Di vita.
Venezia per chiudere il ciclo dei giorni.
La morte a Venezia.
Un richiamo. Un segreto.
 
Mnemosyne. Mnemosyne.
Un suono del cuore. D’amore.
 
Fotogrammi. Un occhio che sbircia
Da una fessura
E registra nella retina
Ciò che è amare un libro e il suo creatore.
 
Fiere del libro. Dell’alta società.
Alfabeti nascosti. Simboli per
Registrare i passi della propria amata.
 
Mnemosyne. Mnemosyne.
Un suono del cuore. D’amore.

Un libro che amo, una sensazione di essere dentro al mondo dell’editoria, sentire il profumo di colonie nell’aria, di carta e inchiostro.
Il libro come protesi del corpo creatore. Quando essere scrittori, aveva significato. Quando esserlo voleva dire contribuire al sostentamento della cultura e della bellezza.
Se amate immergervi in mondi non vicini a noi e annusare ancora le muffe conservatrici, fatevi un regalo. Leggetelo!
 
E metter su “disco” la voce della mia Musa, una poetessa che visse sui Navigli, che regalò agli umani la possibilità della misericordia. Alda Merini.
 
La Musa, Jonathan Galassi, Guanda Editore, 2015