Letture per l'estate consigliate da Youbookers - Agosto

10 Agosto 2015

Per i mesi di luglio e agosto abbiamo voluto tenervi compagnia con una rubrica mensile dedicata a tutti i libri che ci sentiamo di consigliarvi in questa estate 2015. Abbiamo chiamato a raccolta i nostri collaboratori che sono stati ben contenti di darci qualche titolo. Abbiamo poi assegnato a ciascun libro la location perfetta... Mare, montagna, città, scampagnata... Per l'edizione di agosto ringraziamo Adele, Agnese, Daniela, Erika e Rossella... ed ora via ai consigli!

Città

Gli amori difficili, Italo Calvino, Mondadori, pg. 264 (Consigliato da Rossella)
RIFLESSIONE: un’appassionante quanto variegata raccolta di racconti divisa in due sezioni, nella prima - omonima alla raccolta - sono presenti tredici brevi racconti del primo Calvino, quello ancora lontano dalle elucubrazioni del periodo “combinatorio” dell’Oulipo; mentre nella seconda - intitolata “La vita difficile” - sono presenti due racconti lunghi che hanno segnato la fortuna del prolifico scrittore (rispettivamente, ‘La formica argentina’ e ‘La nuvola di smog’). Si tratta di piccole storie urbane perfette per combattere il grigiore metropolitano e il caldo cittadino d’agosto, quando la concentrazione cala vertiginosamente e riescono a destare viva l’attenzione solo racconti brevi e intrinsecamente perfetti come questi.
SENSAZIONE: il rapporto dell’uomo con la natura, il lavoro, i problemi irrisolti, gli obblighi, la vita sofferta, la povertà, i sogni infranti, l’incomunicabilità. Ma anche il suo legame indissolubile con i sentimenti e le speranze, che sono le ultime a doverci abbandonare – anche nella stagione più calda e sofferta dell’anno, sì.
CITAZIONE: Lavoro nuovo, città diversa, fossi stato più giovane o mi fossi aspettato di più dalla vita, m'avrebbe dato slancio e contentezza; adesso no, non sapevo vedere che il grigio, il misero che mi circondava, e cacciarmici dentro, non tanto come se vi fosse rassegnato, ma addirittura come se mi piacesse, perché ne traevo conferma che la vita non poteva essere diversa. Perfino le vie che dovevo percorrere, le sceglievo così, le più secondarie e strette e anonime, anche se mi sarebbe stato facile passare per quelle con le vetrine eleganti e i bei caffè; ma mi dispiaceva perdere l'espressione dei visi logori dei passanti, l'aria striminzita dei ristoranti a buon mercato, lo stantio delle bottegucce, e anche certi rumori propri delle vie strette: i tram, le frenate dei furgoncini, lo sfriggere dei saldatori nelle piccole officine di cortili: tutto perché quei logorii e stridori esterni m'impedivano di dar troppa importanza ai logorii e stridori che mi portavo dentro io.
 

Come un film francese, Roberto Saporito, Del Vecchio Editore, pg. 134 (Consigliato da Adele)
Uno scrittore che diventa professore, una ragazzina perfetta e molto ricca che serve come trampolino per conoscerne un’altra, decisamente più imperfetta, che guiderà la storia fino ad una conclusione che, dopo avervi lasciati col fiato sospeso, vi lascerà a bocca aperta.
Dedicato a tutti coloro che trascorreranno le proprie vacanze in una città d’arte, soprattutto se si tratta di Parigi: Come un film francese, di Roberto Saporito, vi terrà compagnia  nelle vostre pause tra un museo e l’altro o quando, stanchi dalle troppe bellezze viste, vi sdraierete tranquilli nella vostra camera d’albergo.
La scrittura leggera con cui Roberto racconta una storia intensa ed imprevedibile è l’ideale per rilassarvi la mente e il corpo, in attesa di un finale che farà sì che torniate indietro a leggere, per paura di esservi sbagliati.
Richiami olfattivi: l’odore dell’asfalto che guida i passi alla scoperta di nuove meraviglie.
Richiami fotografici: le tante foto ricordo da mostrare ai parenti quando inizierà l’autunno.


L’arte della felicità, Alessandro Rak, Rizzoli Lizard, graphic novel cartaceo, pg. 192  (Consigliato da Agnese)
“L’arte della felicità”, una splendida raccolta di tavole tratte dall’omonimo film d’animazione di Alessandro Rak, è un vero e proprio inno alla vita e alla capacità del singolo di cogliere il meglio dalla propria esistenza, in fondo alla sapienza che occorre per trovare il proprio posto nel mondo. Preziosissima anche la prefazione scritta da Roberto Saviano, che aiuta a calarsi nell’atmosfera dell’opera e a coglierne lo spirito. 
In una Napoli vessata da una pioggia incessante e torrenziale, Sergio ha preso la decisione di non scendere mai dal proprio taxi, vuoi come forma di espiazione delle ferite passate, vuoi come misura estrema di difesa dalla realtà e da tutte le prese di responsabilità che essa comporta. Di fronte a una rinuncia così insindacabile e trincerata di orgoglio, le passioni di una vita vengono accantonate e i sogni riprendono posto nell’abusatissimo e polverosissimo cassetto di sempre. Ma forse proprio nell’attimo più buio che precede l’alba si nasconde l’occasione per accogliere nel proprio cuore l’arte della felicità.
Per cui, caro lettore, anche se trascorrerai le vacanze in città, per deliberata scelta o per imposizione, questo gioiello illustrato potrebbe contribuire a permetterti di ritagliarti uno spazio tutto tuo, contemplativo e all’insegna della scoperta di piccoli luoghi o dettagli che durante il resto dell’anno si rischierebbe forse di dare per scontati.
 

Mare 

La verità sul caso Harry Quebert, Joël Dicker, Bompiani, pg. 779 (Consigliato da Agnese)
Sarà per il contrasto tra calura climatica e pelle d’oca da lettura, sarà per un condizionamento inconsapevole da pubblicità televisive estive, sarà per qualche strano corollario che da La settimana enigmistica mi rende propensa agli enigmi in generale, ma associo sempre la stagione estiva con la lettura di polizieschi e thriller. In particolare i momenti sotto l’ombrellone sono per me da sempre i prediletti da accompagnare con la lettura di un bel romanzo giallo, genere che peraltro difficilmente affronto negli altri periodi dell’anno. 
“La verità sul caso Harry Quebert” è un romanzo che attraverso il suo ritmo narrativo incalzante ci introduce alla cittadina di Aurora e ai suoi abitanti, ad un microcosmo e ad una comunità dinamiche, ma che, a modo loro, come un po’ avviene in tutte le realtà provinciali, sembrano essere rimaste ferme e cristallizzate a qualche decennio prima. In questo caso, poi, ad essere vivido e sempre presente nella memoria degli abitanti di Aurora non è tanto un decennio quanto una data in particolare: l’estate del 1975, la cornice temporale che fa da contorno alla misteriosa scomparsa della quindicenne Nola Kellergan. Ma è solo molti anni dopo, nella primavera del 2008, che il corpo della giovane viene rinvenuto a Goose Cove, nel giardino adiacente alla dimora di Harry Quebert, professore universitario e scrittore, personaggio stimato e rispettato nella realtà cittadina. Ed ecco fatto il misfatto, l’evento scatenante che porta il giovane scrittore Marcus Goldman, allievo di Quebert, sulle tracce dell’amico, con l’intento di aiutarlo esplorando lui stesso le molte zone d’ombra dell’inchiesta. Ecco la promessa di rimanere incollati alle pagine fino al tramonto che noi lettori spiaggiati sotto all’ombrellone aspettavamo. D’altra parte per boicottare le partite a racchettoni e i bagni di sole servirà pure un valido motivo no? 
 

Montagna

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, Jonas Jonasson, Bompiani, pg. 466 (Consigliato da Agnese)
Ho scoperto questo spassosissimo romanzo l’estate scorsa e ho trascorso la suddetta estate a consigliarlo ad amici e parenti, ormai chi mi conosce mi ha sentito menzionare questo titolo in tutte le salse e non ne può più, perciò non potevo lasciare i lettori di Youbookers esenti dallo stesso “privilegio” (ebbene sì, vi dovrete sorbire anche voi l’ennesimo consiglio). 
Come potrete aver intuito dall’incipit, non spenderò mai abbastanza parole per esaltare la comicità geniale e travolgente di questo romanzo, che gli amici cinefili probabilmente assoceranno a tratti alle peripezie di Forrest Gump. Se sulle prime si sarebbe portati a escludere il fantomatico motto “Corri Forrest!” dal quadro, perché pur sempre di un signore centenario si sta parlando, vi assicuro che su questa prima assunzione si troverà largo spazio per ricredersi in corso di lettura. Come suggerito anche dal titolo, Allan, il protagonista, si afferma sin dalle prime pagine come il centro di gravità del romanzo, una vera e propria calamita per le avventure, beneficiario inconsapevole di una fortuna sfacciata. Non sono da meno i diversi aiutanti che le circostanze porteranno sulla strada di Allan, tutti ugualmente indimenticabili e propagatori di risate. 
Essendo il romanzo ambientato in Svezia associo questa lettura ai panorami naturalistici e alle verdi distese, ma anche su un piano figurativo la portata di avventure, benessere e genuinità di questo libro non potrebbe non rimandare ad una pausa di immersione in tutto ciò che è semplice e rigenerativo, sia esso la natura o una risata. Cento di questi libri


I Segreti di Heap House, Edward Carey, Bompiani, pg. 368 (Consigliato da Erika)
TRAMA E RECENSIONE: Clod è un Iremonger. Vive tra un mare di oggetti gettati via o smarriti che provengono da tutti gli angoli di Londra. E al centro di questo mare c’è una casa, Heap House, un insieme di tetti, torrette, comignoli, parti di case smantellate con i loro misteri, raccolti per tutta la città e fusi in un labirinto vivo di scale, saloni e angoli nascosti. Gli Iremonger hanno una caratteristica: ciascun Iremonger è legato, sin dalla nascita, a un oggetto. Ma Clod Iremonger ha una caratteristica ulteriore: lui può udire i sussurri degli oggetti. Il primo di cui ha avvertito la voce è stato il suo oggetto natale: il tappo da bagno universale James Henry che diceva proprio questo “James Hayward Henry”. Ma un giorno su Heap House iniziano a radunarsi nubi di tempesta: gli Iremonger sono sempre più irrequieti e le voci degli oggetti si fanno più forti; Clod incontra Lucy Pennant, una ragazza appena arrivata a Heap House, e la sua vita cambia. I segreti che tengono insieme la casa iniziano a dipanarsi rivelando un’oscura verità, che minaccia di distruggere il mondo di Clod. (fonte: http://www.bompiani.eu/libri/i-segreti-di-heap-house/">http://www.bompiani.eu/libri/i-segreti-di-heap-house/).
“I segreti di Heap House” è un libro tutto “strano” che mi ha colpito subito per l’illustrazione in copertina, la quale mi ha richiamato alla mente immediatamente Tim Burton.  E infatti chi ama il genere “burtoniano” non può assolutamente perdersi questo libro, incentrato sulla stranissima famiglia degli “Iremonger” dove ogni membro ha la sua incredibile storia personale legata indissolubilmente al proprio oggetto natale e, come ogni famiglia che si rispetti, anche gli Iremonger hanno i propri oscuri segreti. Incredibilmente appassionante e fuori dagli schemi, Edward Carey è riuscito a creare con questo romanzo un mondo completamente assurdo ed ironico, popolato da personaggi grotteschi, surreali e divertenti, ma allo stesso così reali e commoventi che suscitano nel lettore grandi emozioni e sensazioni. Carey infatti gioca moltissimo, anche dal punto di vista lessicale, con la fisicità e la “sensorialità” del lettore, proiettandolo, anzi, immergendolo all’interno dell’enorme e labirintica casa di famiglia, accompagnando da vicino ogni abitante passo passo, quasi stesse camminando “a braccetto” con ognuno di essi nelle varie stanze del maniero. Un romanzo di una potenza sconvolgente che lascia spazio all’immaginazione più fervida del lettore e anche a qualche questione irrisolta che lascia prevedere un seguito. Degne di note sono, inoltre, le illustrazioni dei vari personaggi che troviamo disseminate nel romanzo, opera dell’autore stesso.
Per concludere, lo scopo principale di questo romanzo si può riassumere in un’unica parola: EVASIONE.
LUOGO: Montagna. Nel bosco durante un pic nic, sotto l’ombra di un abete con i raggi del sole che creano giochi di luce con le fronde degli alberi. Contesto perfetto per immergersi nelle atmosfere un po’ grigie e cupe del romanzo. Questo libro, a mio avviso, ha bisogno che il lettore sia completamente rilassato e completamente “svuotato” da ogni pensiero per goderselo appieno e quindi per questo motivo ho scelto la montagna. L’avvicinamento con la natura e il senso di pace che infonde con i suoi paesaggi meravigliosi sono lo stato ideale.
SENSAZIONI, IMMAGINI E PROFUMI: La sensazione principale che ho provato durante la lettura di questo romanzo è stata di EVASIONE. Assolutamente pregnante, poi, è l’odore di rifiuti che circondano “Heap House”. Olezzo sgradevole di cose andate perdute e in decomposizione; odore di “vecchio”. Ma allo stesso tempo si sente il profumo di tutti gli oggetti che appartengono alla casa e ai suoi abitanti; cose che profumano di ricordi, belli o brutti che siano, e di passato, di storia. Insomma, profumo di vita. 
PERCHÉ LO CONSIGLIO: lo consiglio a tutti coloro che amano quelle favole stile “burtoniano”, immerse in quelle atmosfere oniriche, un po’ cupe, che hanno per protagonisti personalità irrequiete, “fuori dal coro” e assillate da un’inestinguibile malinconia. Ma il mio consiglio si estende anche a tutti coloro che quest’estate hanno voglia di intraprendere una lettura originale e diversa dal solito, per sfuggire dalla quotidianità, anche “letteraria”, e evadere in un mondo fatto di stranezze e assurdità, ma al tempo stesso emozionante, accattivante, commovente e, perché no, anche deliziosamente divertente.
 

Giallo che ti passa

La sirena, Camilla Läckberg, Marsilio, pg 448 (Consigliato da Daniela)
In estate c’è sempre un momento, sia che siate al mare, in montagna o in campagna, per un buon thriller, ovvero un romanzo che ci catturi nelle sue maglie, ci avvolga nei suoi intrighi e conduca la mente a liberarsi dal quotidiano, quindi perfetto per quando si è in vacanza. 
Un  romanzo che risponde pienamente a questa caratteristica è La sirena, dalla penna della scrittrice svedese Camilla Läckberg, più volte premiata dall’Accademia svedese del poliziesco.
Uno scrittore esordiente, Christian Thydell, da più di un anno riceve misteriose lettere anonime. Il giorno della presentazione del suo romanzo, gli viene recapitato un mazzo di gigli bianchi con un biglietto. Confessa tutto all’amica, nonché sua consulente editoriale, Erica Falck anch’essa scrittrice. Quando il cadavere di  un vecchio amico di Christian viene ripescato dal giaccio del mare del Nord, a tre mesi dalla sua scomparsa, il detective Patrick Hedström comincerà a indagare legando i fili che intrecciano i due episodi.
L’autrice è abile nel mantenere il lettore sempre sul filo dell’attesa, in un intreccio che va sempre più complicandosi,  puntando l’attenzione sulla vita quotidiana dei personaggi per i quali, come vedremo nel finale, niente è come sembra. Continui colpi di scena portano a galla segreti dimenticati che hanno segnato la vita – solo apparentemente tranquilla -  di un gruppo di amici del paese di Fjällbacka, un ex borgo di pescatori di aringhe dell’estrema provincia svedese.
Come tutti i buoni thriller si legge tutto d’un fiato. Un libro che in vacanza può tenerci buona compagnia.