Libri da regalare a Natale secondo Youbookers, edizione 2015

9 Dicembre 2015

Volete regalare un libro a un amico, ma non sapete quale scegliere? Volete anche stupirlo procurandogli un titolo tra i migliori usciti durante quest'anno? Ci abbiamo pensato noi. Abbiamo messo insieme le forze, unendo tutta la redazione. E abbiamo pensato a quali libri, usciti quest'anno o comunque molto recentemente, ci hanno colpiti di più. Ne è uscita questa lista, molto varia, molto ricca: come voi, e come le persone alle quali regalerete un libro qust'anno. 
Ve la doniamo con il cuore, da lettore a lettore.
22 libri, 22 consigli.

Questo articolo (in ordine rigorosamente alfabetico) è stato scritto con la collaborazione di: Adele, Agnese, Arianna, Daniela, Luisa, Maria Chiara, Nunzia, Rossella, Susanna, Valentina.

Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi, Maurizio de Giovanni (Einaudi, 16 euro)

In quest'ultimo capolavoro del noir Italiano Maurizio de Giovanni ci trasporta in una Napoli dalle atmosfere suggestive e musicali. Unn romanzo magico in cui le anime dei protagonisti  si  dimostreranno fragili fatte di vetro e inclini alla dannazione. Il  malinconico commissario Luigi Alfredo Ricciardi con i suoi magnetici occhi smeraldo ci trasporterà in storie di anime nere, in storie che sembrano ricalcare le  più celebri canzoni partenopee, per comprenderne l'essenza recondita.
Consigliato a: chi ama i noir italiani, la musica, la passione, la poesia e le storie di anime perdute.
Una frase: Addormentatevi tranquilli, allora. E sognate pure.Perché non sognerete nulla di quello che vi aspettate, mentre le vostre mani si allungheranno nel sonno a cercare una coperta che vi ripari dal freddo improvviso che entrerà, a tradimento, dallo spiraglio che avete lasciato, esponendo così la vostra anima. La vostra anima di vetro.
 

Metroromantici, Poeti der trullo (Metroromantici, 10 euro)

Sette ragazzi romani si sono incontrati, si sono trovati, e hanno inventato un nuovo modo di fare poesia; dopo aver scritto il Manifesto del Metroromanticismo, si sono dati regole e canoni per una poesia vera, metropolitana, che chiunque può capire e fare propria. Temi già visti e comuni a tutti, come amore, amicizia, e le varie dimostrazioni d’affetto, alternati a temi più delicati e talvolta scomodi; questi artisti del moderno, che non vogliono rinunciare alla poesia, un genere che non potrà mai smettere di emozionare, prendono elementi personali, spesso dal loro quartiere e dal loro vissuto, per dargli nuova vita, rimaneggiandoli in modo che chiunque, a qualsiasi età e da qualunque città possa sorridere, commuoversi ed annuire, riconoscendosi.
Consigliato a: Chiunque ami la poesia e la fusione tra questo genere e una realtà metropolitana.
Una frase: Mai vergognasse d’esprime ‘n sentimento
Scritto, sussurrato, un grido, ‘na poesia
Ma fa’ lo sbajo de di’ – Nun è ‘r momento!
Er tempo è come vento, ariva e poi va via

(L’amore che sento, Inumi Laconico)
 

Il vento distante, José Emilio Pacheco (SUR, 11, 90 euro)

Fin dal titolo, chi prende in mano questo sottile libro, capisce che il vento ha un ruolo fondamentale, eppure, andando avanti nella lettura, si stupirà di quante poche volte la parola “vento” venga utilizzata.
Come mai?
Perché il vento che lega questi quattordici racconti pieni di sottile vita, è un vento distante: distante nel senso che c’è, che è presente, ma che non è tangibile.
Ve lo potreste immaginare come un soffio che guida la penna dello scrittore mentre scrive, permettendogli di creare meravigliose scene, di descrivere personaggi fragili e mutevoli, ognuno con una propria voce, desiderosi di farsi sentire.
Come un soffio che vi sfoglia le pagine, così che voi non dobbiate fare fatica: leggere questi racconti, infatti, sarà un piacere, come una passeggiata in riva al mare con una brezza che vi solletica le guance.
Leggerete, e sorriderete, guardando il vento che vi viene incontro.
Consigliato a:  chiunque abbia voglia di dolcezza, di poesia mascherata da racconto.
Una frase: Quella domenica pomeriggio trovammo uno spazio che consentiva la felicità; vale a dire, il momentaneo oblio del passato e del futuro.
 

I kill giants, Joe Kelly e JM Ken Niimura (Bao Publishing, 15 euro)

Tavola dopo tavola, in evocativo bianco e nero, “I kill giants” ci introduce al mondo simbolico e intimistico della piccola Barbara, determinata guardiana del martello incantato Coveleski e cacciatrice di giganti in erba. Mentre un’entità oscura ha preso possesso del primo piano di casa Thorson, condizionando negativamente il comportamento di tutti i membri della famiglia, Barbara trascorre la maggior parte del tempo dedicandosi all’ideazione di trappole che contribuiscano a scongiurare un’incombente minaccia: l’arrivo dei colossi portatori di distruzione. Una commovente fiaba moderna che, sapientemente e con passi tutt’altro che titanici ma, al contrario, misurati, tratteggia la delicatissima fase di transizione dall’infanzia all’adolescenza, con le prime prese di coscienza che questa evoluzione comporta. Un’opportunità preziosa per riflettere sul coraggio che occorre per affrontare le proprie inconfessabili paure e sull’abbandono, lungo il percorso, dei fardelli più pesanti, come unica via di crescita.
Consigliato a: ai giocatori di ruolo, agli irriducibili sognatori diurni, a chi ogni mattina si arma di tutto punto per ingaggiare una battaglia, quale che essa sia.
Una striscia: 

 

Fuga dal Campo 14, Blaine Harden (Codice Edizione, 16, 90 euro)

Shin Dong-hyuk nasce 33 anni fa in un campo di prigionia della Corea del Nord, crescendo tra esperienze a mala pena raccontabili per la loro drammaticità. Assiste a fucilazioni, lotta quotidianamente contro la fame, lavora per oltre 14 ore al giorno considerando tutto ciò assolutamente normale, facente parte della sua vita che è iniziata lì e anche lì si concluderà prima o dopo, a seconda del caso.
Non sa cosa sia un sentimento, non sa provarne, non ha il tempo di provarne. Tutto lì dentro è sopravvivenza e prevaricazione; un microcosmo di povertà e sfruttamento all’interno di una nazione altrettanto povera, sfortunata e le cui notizie sono nascoste da anni all’occhio del mondo intero.
Eppure, senza quasi sapere come, Shin fortunosamente riesce a fuggire (unico prigioniero, a oggi, nato proprio in un campo che riesce a fuggirne, secondo almeno le stime purtroppo lacunose e inesatte che dalla Nord Corea trapelano) e lo seguiamo nel libro tra avventure e incontri che lo portano sino ai giorni nostri, attivista per i diritti umani, ma ancora essere umano segnato da brutali ricordi, sensi di colpa e difficoltà a rapportarsi con un mondo e con delle relazioni che fino a una decina di anni fa credeva inesistenti.
Il libro mescola diversi generi (racconto, reportage giornalistico, analisi di dati statistici) che permettono all’autore di narrare non solo la storia di Shin, ma anche di mostrarci la condizione della Corea del Nord, Stato dominato dalla dittatura della dinastia Kim (l’attuale dittatore è Kim Jong-un) che ha reso la nazione una patria di ferree caste sociali, più povera persino del Sudan e dove le fucilazioni e le sparizioni di prigionieri politici sono all’ordine del giorno.
Consigliato a: chi ama le storie forti, l’attualità e le notizie dal mondo che sono quotidianamente poco raccontate.
Una frase: Disprezzava in pari misura la madre e il padre per essere stati tanto  egoisti da mettere al mondo un figlio in un campo di lavoro, per aver generato una prole condannata a morire dietro il filo spinato.
 

Biliardino, Alessio Spataro (Bao Publishing, 21 euro)

Alessio Spataro si dimostra un talento delle prospettive, non solo grafiche ma anche e soprattutto documentali. Il suo sguardo curioso e scrupoloso pone il fuoco sul nevralgico teatro delle sorti politiche del Novecento, la Spagna degli anni Trenta. In questo panorama in divenire si muove, con stile da equilibrista (o da promettente ballerino di tiptap), l’eclettico Alejandro Finisterre, meglio noto come inventore del biliardino e del volta-pagine a pedale per spartiti. Da lettori ben presto ci si trova a seguire, non solo metaforicamente, una pallina impazzita nella sua folle corsa, a immergersi in una realtà elettrizzante quanto profondamente drammatica, giocando a riconoscere i numerosissimi camei delle celebrità che incroceranno, a vario titolo, il cammino di Finisterre (Pablo Neruda, Hernest Hemingway, George Orwell, Picasso, Che Guevara, Frida Khalo e Diego Rivera, solo per citarne “alcuni”). Poter prevedere tutte le possibili carambole di una piccola sfera non è forse possibile, ma di certo questo ricchissimo volume riesce nell’ambizioso intento di suggerire una tale molteplicità di piani di lettura da lasciar sbigottiti e avvinti.
Consigliato a: agli aspiranti innovatori e creativi, agli amanti dell’aneddoto nascosto, ai malinconici sottratti alle epoche passate e infine a chi teme che il documentaristico e l’avvincente non possano andare d’accordo; preparatevi ad esser smentiti in calcio d’angolo.
Una striscia:

Se chiudo gli occhi, Simona Sparaco (Giunti, 16 euro)

Una storia d'amore, che per una volta vede come protagonisti un padre e una figlia. Due persone sole che si sono perse per troppi anni, rinchiudendosi nelle loro vite e nel loro dolore. Un luogo magico, dove il tempo sembra fermarsi, la realtà si confonde con la fantasia e la leggenda; un segreto, una storia, una rinascita. Quale sia il confine tra la realtà e l'immaginazione non ci è dato saperlo. Un padre e una figlia che si ritrovano all'improvviso uniti da un destino che volutamente li ha separati e ha atteso i tempi giusti per farli rincontrare. Qualcosa o qualcuno li aspetta. E ci aspetta. Un perdono che aleggia nell'aria. Un libro che parla di magia e di leggenda. Simona Sparaco descrive minuziosamente i luoghi dove lascia camminare i suoi personaggi, con una dovizia di particolari che ci fa arrivare a sentire perfino i sapori e gli odori di cui parla. Una storia difficile, da accettare e da metabolizzare, una trama ricca e avvincente, una realtà che si intreccia con passato e futuro, un padre assente che si porta dietro la colpa di essere stato uomo prima ancora che padre. 
Quante volte abbiamo commesso l'errore di credere che i nostri genitori, in quanto tali, non avessero il diritto di sbagliare e di essere umani?
Quante volte abbiamo preteso che fossero impeccabili, senza sapere che prima di essere genitori sono uomini e donne?
E se gli uomini e le donne SBAGLIANO anche i genitori possono sbagliare, devono farlo, anche e soprattutto per essere dei buoni genitori.
Consigliato a: chi ha voglia di leggere qualcosa che parli di se. A chi ha voglia di impegnarsi questa volta nella lettura di un libro che non lascia spazio alla distrazione, che coinvolge al 100%, che ha bisogno di coraggio. Regalatelo a chi, come me, aveva bisogno di “far pace” con se stesso. Un libro per chi crede nel potere della magia e nel tramandarsi delle leggende.
Citazione: Credi solo in quello che vedi. Il fatto che tu sia l’unico a vederlo, non vuol dire che non esista.
 

Terapia di coppia per amanti, Diego De Silva (Einaudi, 18 euro)

L’amore tra due persone talvolta può avere bisogno di un aiuto esterno. Ebbene sì, perché quando si sceglie di stare insieme e ci si impegna in un qualche vincolo (come il matrimonio) si finisce per attraversare periodi in cui tutto, ma proprio tutto, quello che fa il partner va bene. Ci si annulla, si rinuncia, si aspetta, si comprende… in altre parole si finisce per essere altro da se stessi per amore della coppia. Poi arriva il momento in cui tutto questo ci distrugge. Non si è più disposti a capire, comprendere, accettare. Si rivendicano i propri diritti, la propria supremazia e nella migliore delle ipotesi si finisce da un terapista di coppia a scandagliare insieme i problemi e a ricercare una soluzione. Quando l’amore non assume vincoli tutto dovrebbe essere più facile: le cosiddette relazioni extraconiugali, oltre ad essere delle allegre scappatelle dalla routine, ci rendono felici anche perché non ci chiedono niente di più. Siamo liberi di uscirne quando e come vorremmo. E allora il problema di Viviana e Modesto dove sta?! I protagonisti di questo romanzo sono due amanti che scelgono di intraprendere un percorso di terapia di coppia cercando una salvezza e forse una degna conclusione al loro rapporto oramai consolidato nella sua imperfezione. Assurdo, paradossale, comico e a tratti anche e purtroppo molto triste, questo libro riesce ad analizzare con leggerezza e sarcasmo non solo i conflitti di una coppia insolita o solita che sia, ma anche i nostri conflitti interiori, quelli che apriamo con noi stessi ogni giorno e che ci fanno incontrare/scontrare con l’amore.
Consigliato a: un pubblico adulto. Ironia a parte… E’ un libro spensierato e divertente, che affronta in modo sarcastico, perfino nei dialoghi, argomenti considerati “seri”. Potrete ritrovarvi a sorridere, leggendone qualche pagina, mentre vi godete il calore del vostro camino e una fetta di panettone natalizio, nella nostra bellissima casa e con la vostra bellissima famiglia. Infine è (ovviamente) consigliato a chi intrattiene “relazioni extra-coniugali”, perché potrebbe trarne qualche spunto e giovamento!
Citazione:  C’è un momento, diciamo intorno al primo anniversario di una relazione clandestina, in cui pieghi la testa di lato, stringi gli occhi come cercassi qualcosa di minuscolo che si muove nell’aria, e vedi in filigrana il casino in cui ti trovi. Questo è amore, ti dici senza mezzi termini, altro che chiacchiere.
 

Soli eravamo, Fabrizio Coscia (A est dell'equatore, 12 euro)

Se dovete scegliere un libro per un lettore abituale e non sapete dove andare a scovare quello che non avrà letto, questo libro fa per voi. L’autore scrive meravigliosamente e racconta l’intreccio tra vita, letteratura, musica, arte con leggerezza e passione. L’inizio di questo bellissimo libro parla di fuga “dove si potrebbe andare per essere lontani?”.  In Soli eravamo la destinazione di questo viaggio ci conduce alle biografie insolite di artisti dei quali Coscia ci regala aneddoti curiosi. Ad esempio un incontro bizzarro tra Proust e Joyce, una Virginia Woolf che prepara la sua ultima, semplice cena a base di merluzzo e salsicce, la struggente passione amorosa di Brahms, i gelati di Leopardi, un Kafka alle prese con una bambola che si è persa, l’incontro con il jazz e Bill Evans grazie a uno zio che sembra un personaggio uscito da un film di Monicelli.
Consigliato a:  i lettori incalliti sempre a caccia di titoli, ma anche per un regalo a qualcuno al quale vogliate suggerire che senza la musica, la letteratura, l’arte, saremmo più soli perché, per dirla con T. S. Eliot è ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
Una frase: Quanti anni passati. Forse, se non ti avessi incontrato, non avrei mai amato. Ora conto a sorsi la bontà del tempo.

 

Romeo Vernazza - Cenerentola ascolta i Joy division (Tempesta Editore, 15 euro)

Lily, giovane vedova che insegue una rinascita; con l’urna delle ceneri del marito intraprende un viaggio in fuga verso il nord, dalla provincia italiana ai ghiacci lapponi, in un esilio di neve e silenzio.
Fa da contrappunto il diario di una giovane studentessa, che racconta il suo ingresso nel mondo degli adulti attraverso l’amicizia con Frida, la sua nuova insegnante. Nelle due storie parallele c’è un confronto tra due generazioni di donne.
Storie raccontate con ironia e leggerezza e va detto che, pur raccontando tragedie quotidiane, questo è un romanzo con cui si sorride e ci si commuove.
Consigliato a: chi cerca una storia originale. Il romanzo è arricchito dalle illustrazioni di Angelo Barile e perfino da una playlist (ovvero la colonna sonora dell’elaborazione dei testi), che rendono la storia un po’ favola, un po’ fumetto, come un vicolo che si snoda tra realtà e fantasia. Libro per chi è a caccia di emozioni.
Una frase: Solo ora mi rendo conto che, nonostante tutto, eri il mio sogno a occhi aperti, il più grande e travolgente di tutti i sogni del mondo. Già. Ma poi, chi lo sa quali sono tutti i sogni del mondo?
 

L’esatto contrario, Giulio Perrone (Rizzoli, 18, 50 euro)

Riccardo Magris, 35 anni, è adulto a metà, si dibatte tra ambizione e indolenza, divide l’appartamento con una mi stress per passione e un fanatico di Proust. Il caso vuole che si trovi coinvolto in un delitto che lo riporta al suo passato, a una donna che ha amato, Giulia Rusconi, studentessa uccisa anni prima nei bagni della Sapienza. Un giallo dunque, ma al posto dell’ispettore di routine, c’è un eroe goffo – giornalista sportivo e avvocato mancato - che si metterà in testa di scoprire la verità.
Consigliato a: chi ama i gialli piacevoli, lo stile ironico, le descrizioni vivaci e allegre.
Una frase: C’è sempre tempo per tutto.
 

S./La nave di Teseo di V. M. Straka, J. J. Abrams e D. Dorst (Rizzoli Lizard, 29, 75 euro)

Uno dei libri più attesi dello scorso anno. Per l'idea innovativa, per uno dei coautori (che vedremo prestissimo nelle vesti di regista del nuovo attesissimo capitolo della saga di Star Wars) e per l'oggettiva bellezza del libro nella sua fisicità. La trama è intricatissima e si divide in tre grosse parti: 
La nave di Teseo: Il libro in sè, quello "scritto" da V. M. Straka parla di un uomo, S., che si trova a riemergere dalla riva completamente privo di memoria, con un impermeabile bagnato addosso e in tasca un solo foglietto sgualcito con una sigla, S. Da questo momento in poi S. si troverà avvolto in una serie di peripezie senza fine. Trascinato dagli eventi da un luogo all'altro, da un'avventura all'altra, avventura che a tratti assume le sembianze di un romanzo horror, a tratti di un thriller ad altissima dose di spionaggio, a tratti di un romanzo d'avventura. L'unica certezza, assurdissima, è il costante ritorno, peripezia dopo peripezia, di S. in una nave stranissima, abitata da inquietanti marinai con la bocca cucita governati da un comandante inomprensibile e grottesco, nella quale il tempo sembra dilatarsi ed espandersi, andando a una velocità tutta sua.
La storia contenuta nelle note a margine scritte a mano: Non sapevo come chiamarla, questa storia. Mi riferisco alla trama degli eventi che avvengono nelle note scritte a margine. E' un dialogo tra Eric, ex ricercatore universitario, e Jen, studentessa laureanda. Non si sono mai visti, non si conoscono, ma iniziano a scambiarsi il libro lasciandoci scritte dentro impressioni a riguardo. Il fulcro di tutta la loro relazione epistolare è: chi è V. M. Straka? L'autore del libro infatti era un personaggio enigmatico e sconosciuto, al quale sono stati attribuite molte identità e molti fatti nel corso degli anni. Jen e Eric cercheranno, pagina dopo pagina, congettura dopo congettura, di risalire alla vera identità dell'autore, al vero significato de "La nave di Teseo", che fin dalle prime pagine inizia sempre più a somigliare a un romanzo allegorico, e di sfuggire a un pericolo sempre più grande e incombente, causato proprio da questa ricerca.
Le note del traduttore. F. X. Caldeira: è una sorta di secondo autore di La nave di Teseo, insieme a V. M. Straka. Leggendo le note del traduttore il lettore capirà ben presto che in esse sono contenuti numerosi enigmi e messaggi in codice.
Tutto il resto è lasciato all'interpretazione del lettore. Un libro che non è solo libro, ma diventa ESPERIENZA. Alcune riflessioni le abbiamo scritte QUI
Consigliato a: chi ha voglia di mettersi alla prova con una lettura complicata, intricata, ostica quasi da far fondere il cervello. Ai nerd incorreggibili che ancora rimpiangono LOST e i suoi mille enigmi.
Una frase: Questo è ciò che accade, naturalmente: gli uomini si perdono, gli uomini svaniscono, gli uomini vengono cancellati e rinascono.
 

Il ladro di nebbia, Lavinia Petti (Longanesi, 14, 90 euro)


Antonio Maria Fonte è uno scrittore di successo a cui non sembra mancare nulla. La verità è che è una persona sola, cupa, con un passato difficile da sciogliere e comprendere. Improvvisamente, tra le tante lettere ricevute dai fan, si imbatte in una lettera scritta da lui ben quindici anni prima e indirizzata a una donna misteriosa.
Antonio però non ricorda nulla nè della donna, nè della lettera. Una sera però, perdendosi tra le strade di Napoli, approda in un posto stranissimo, nell'anticamera di un mondo, Tirnaìl,  dove vengono conservate le cose perdute: tutte le cose perdute...
Ricordi, emozioni, sentimenti, oggetti, persone. Antonio dovrà entrare a Tirnaìl per scoprire qual è il ricordo legato alla lettera e alla donna misteriosa, accettando le regole di Tirnaìl e arrivando a spogliarsi di tutto ciò che è per arrivare a comprendere cosa era e quale ricordo giaceva sepolto nella regione più remota di Tirnaìl, Mnemosia. 
Quando un viaggio diventa qualcosa di diverso da un cammino. Quando un viaggio diventa un labirinto, esplorazione, perdizione, nebbia. Quando si annaspa nella melma del quotidiano arrancando tra la constatazione di ciò che siamo diventati e ciò che avremmo voluto essere. Il viaggio diventa l'unica soluzione necessaria. La depurazione iniziatica seppur tardiva.
Consigliato a: chi non ha paura di perdersi, di saltare nel buio. Agli amanti degli urban fantasy e dei libri di Neil Gaiman.
Una frase: Ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare.
 

 

Il silenzio del lottatore, Rossella Milone (Minimum Fax, 14 euro)

Il libro è una raccolta di racconti, tutti guidati da un filo rossocomune che è rappresentato da una crescita e consapevolezza graduale, attraverso quelli possiamo definire strappi, delle dinamiche di coppia, quell'annusarsi, scrutarsi, accusarsi, amarsi, ferirsi, perdonarsi che assume colori differenti a seconda dell'epoca storica, delle stagioni della vita, delle persone coinvolte. Il titolo prende spunto da uno degli episodi: una coppia in crisi va a una specie di ritiro per tentare di recuperare il rapporto. Durante questo ritiro viene imposto a uno dei due di stare in silenzio, per poter assorbire le inquietudini, i rancori, le recriminazioni, o semplicemente le parole altrimenti rimaste inascoltate, dell'altro. E' un silenzio del lottatore perchè non è facile stare in silenzio, in una battaglia come quella dei meccanismi di coppia durante la quale si tende a urlare, straparlare, voler sempre dire l'ultima parola. 
Ed effettivamente c'è stato del silenzio, immobile e dignitoso, in seguito ad ogni strappo contenuto nel libro. Avete presente quando strappiamo un lenzuolo vecchio? Quel rumore di stoffa lacerata? Avete presente il silenzio che segue? A volte è un silenzio colpevole, se lo strappo era involontario, altre volte soddisfatto, se lo strappo era voluto, a volte colmo di un batticuore inspiegabile, perchè a volte dobbiamo strappare lenzuola intrise di ricordi. Questa antologia di racconti è così. Uno strappo dietro l'altro. Con il suo consequenziale silenzio. 
Consigliato a: chi ha bisogno di fermarsi, di fare silenzio in seguito a una battaglia personale. Per raccogliere i cocci, affinare le armi, o semplicemente accamparsi e bivaccare.
Una frase: Te ne vai senza nemmeno salutare, chiudendoti l'ennesima porta alle spalle. In quella stanza rimarrà solo un'ombra di te, solo un bagliore, come nella vita di tutti quelli che ti hanno incontrata.
 

La bugia di natale, Seth Grahame-Smith (Multiplayer.it Edizioni, 14,90 euro)

 

Immaginate di rileggere la storia della natività attraverso gli occhi di un fuorilegge non credente, per poi scoprire che questo fuorilegge altri non è che uno dei re Magi, o per lo meno è (sarebbe) passato alla storia come uno di loro. Riuscireste a concepire l'idea che anche gli altri due re magi non fossero in realtà (almeno secondo questo romanzo) due stinchi di santi? Anzi...La "prima scena" di questo simpatico (e non solo) libro sembra aprirsi come una di quelle della disney, innocua eppure divertente, nei contrasti che ritrae. Balthazar (ebbene si, Baldassarre per i posteri), meglio noto come "il Fantasma di Antiochia", è ricercato da Erode, insieme agli altri due magi. Caso vuole che anche Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù siano ricercati da Erode. Il destino (o il disegno divino) li farà incontrare e li vedrà viaggiare insieme (per forza) alla ricerca della salvezza. È bello poter leggere, anche se un'opera di fantasia, che disegni una "scenografia" storica, sociale e politica intorno alla nascita di Gesù. Sebbene vista attraverso gli occhi di un fuorilegge, la natività acquista un sapore palpabile, umano. Grahame- Smith, poi, ha l'abilità di far ridere, riflettere e commuovere, sempre al momento giusto.
Consigliato a: chi vuole leggere qualcosa a tema natalizio in chiave romanzesca, ma anche divertente e avventurosa. Ma non per questo irrispettosa della tradizione.
Una frase: "Ma perché le mie preghiere ti danno così tanto fastidio?"
"Perché vanno avanti per ore e non si fermano mai! Non mi era mai capitato di sentire uno blaterare così tanto con Dio come te!"
"Beh, ho parecchie cose di cui ringraziarlo".
"Cosa per esempio? per il fatto che tutti vogliono tuo figlio morto?"
"Per te. Ci hai salvato a Betlemme e ci hai fatto da guida conducendoci nel deserto. Per questi motivi ringrazio Dio, per averci mandato una persona come te perché se non l'avesse fatto, noi saremmo già morti."

 

Teste matte, Guido Lombardi e Salvatore Striano (Chiarelettere, 17,90 euro)

Fine anni '80. Sasà e Totò, 9 anni, cugini inseparabili, passano le giornate rubando orologi, vendendo sigarette du contrabbando, o portando clienti alle prostitute in cambio di un piccolo compenso. Sebbene mamma/zia Carmela cerchi di impedire ai due di finire in un brutto giro, non riuscirà a impedire che quelle "teste", insieme ad un piccolo gruppo di altri "ribelli", si mettano nei guai, dichiarando guerra ai più "grandi" boss della camorra di Napoli...Storia vera in parte romanzata di una "scalata" nella malavita partenopea, intervallata da arresti, matrimoni con cocaina e pistole alla mano, sbronze tra amici, cene in famiglia, ceffone e scappellotti di mamma Carmela, sparatorie, fughe e nottate passate a nascondersi o tramare vendetta.
Le sfumature dolci/amare e a tratti comiche di un romanzo che sa tanto di vita realmente vissuta.
Consigliato a: chi vuole vedere la dura realtà, e l'infanzia negata dei Quartieri di una meravigliosa e pittoresca Napoli, muta ma presente coi suoi colori, le luci, i suoni e i rumori.
Una frase:
Alla fine verità e menzogna sono la stessa cosa, nessuna delle due conta più dell'altra, conta solo da che parte stare. Decidersi.

 

Qui, Richard McGuire (Rizzoli Lizard, 25 euro)
 

‘Qui’ è un graphic novel senza una trama specifica, è la storia – verrebbe da dire – di un tipico soggiorno di una casa del New Jersey, con il classico camino, il quadro appeso e sedie e divani su cui acciambellarsi: con un’inquadratura fissa, McGuire rappresenta lo scorrere del tempo attraverso pop-up, piccole finestrelle che fanno luce su un particolare della stanza colto in un momento diverso della Storia. Here non è la storia di un luogo, ma quella del Tempo: dai mammut di 50000 anni fa al gatto nero che passeggia inosservato nel 1999, da una coppia di nativi americani del 1600 a un’escursione turistica del 2213; al lettore viene consegnata una visione multidimensionale dello scorrere del tempo, di cui solo lui deve ricostruire il significato.
Consigliato a:   chi non si lascia intimidire da nuovi metodi d’illustrazione, a chi è in grado di lasciarsi abbandonare alla poetica del fluire del tempo, a chi ama stimolare la propria immaginazione.
Una frase: Ma dove va il tempo?
 

Quando siete felici, fateci caso, di Kurt Vonnegut (Minimum Fax, 13 euro)

Una raccolta auto-illustrata dei commencement speeches (i celebri discorsi di fine anno accademico tenuti ai laureandi) del maestro della fantascienza satirica Kurt Vonnegut. Un insieme di massime intelligenti, divertenti e spesso irriverenti, che accompagnano il lettore nell’evoluzione del pensiero (e del vissuto) di Vonnegut. Il consiglio più importante? Rivoluzionare il proprio modo di porsi nel mondo (Bisogna essere buoni, cazzo!), per renderlo un posto senza attriti e senza guerre. In un’unica parola, migliore.
Consigliato a: chi si fida della potenza dell’anticonformismo, a chi ha bisogno di essere spronato ad essere più coraggioso, a chi vuole approfondire la conoscenza di questo nuovo genere narrativo che sta riscuotendo un grande successo.
Una frase:  Dobbiamo costantemente buttarci giù dagli strapiombi e farci crescere le ali mentre precipitiamo.
 

Percy Jackson racconta gli dei greci, Rick Riordan (Mondadori, 18 euro)

Rick Riordan torna, dopo le due grandi pentalogie dedicate alla mitologia greca, per fornici un vero e proprio bignami delle divinità. Partendo dalla creazione del mondo, fino ad arrivare agli dei che conosciamo oggi, ci spiega, attraverso le “sagge” ed “assennate” parole del suo eroe personale, vita e miracoli (la morte si sa, non è contemplata) di quegli strani esseri che vivono sul monte olimpo.
Non è strettamente necessario aver letto i suoi libri precedenti, anche se io lo consiglio di cuore per via della piacevolezza con cui lo si fa.
Questo volume è divertente all’inverosimile, leggero, dinamico, riflessivo e, in fondo, è anche un ottimo manuale sulle “famiglie problematiche”.
Consigliato a: teoricamente ai giovani ma, a mio parere, è adattissimo ad ogni fascia di età (basta che il lettore abbia voglia di mettersi un po’ in gioco con la sua spensierata giovinezza).
Una frase: Vi è mai capitato di fare uno di quei sogni dove vi svegliate sconvolti perché vi sembra di cadere? Ecco, sono gli Oneiroi che vi stanno importunando. Probabilmente vi hanno afferrato e poi lasciato andare, così, giusto per dispetto. La prossima volta che vi succede date un pugno al pavimento e gridate: - Ade, dì al tuo stupido demone di piantarla!
 

Rio, Niky D'Attoma, (Ensemble, 12 euro)

Siamo nel futuro, in un luogo non definito, ma descritto come molto vicino ad un molo, un molo su cui domina un muro anti migranti, che allontana e separa le persone del mondo, spezzando non solo l’animo umano ma anche la possibilità di sopravvivenza. Sulla scena (perché non è solo un libro, è anche un perfetto testo teatrale) si scompongono le personalità di quattro figure atipiche, estremante diverse tra loro, perfettamente equilibrate nei sogni, nelle discussioni, nelle storie. Un libro che fa riflettere e sperare, combattendo la paura non solo del diverso ma del “lontano”.
Consigliato a: chi vuole vedere “al di là” e desidera un mondo che abbandoni le differenze.
Una frase: Dove arrivano i dimenticati, le barche, le derive, dov’è l’approdo dichi non conosce, non sa, e si perde un passo dopo l’altro. Dove arriva chi si nasconde.
 

Il confessore, Jo Nesbø (Einaudi, 21 euro)

Uno degli ultimi lavori di Jo Nesbø, che si allontana con esso dalla saga di Harry Hole, creando un volume che, potenzialmente è il principio di una nuova serie.
Il protagonista è Sonny Lofthus, un carcerato con gravissimi problemi di droga nati dalla morte del padre. Un tipo silenzioso, catartico, meditativo che diventa, in galera, un vero e proprio confessore, grazie alla sua capacità di non giudicare ma perdonare. Tuttavia quando qualcuno rivela che il suicidio del padre altro non è che una messinscena creata a doc da un traditore all’interno del corpo di polizia per fermarlo, Sonny giura vendetta.
Tira fuori non solo un cervello fino, ma soprattutto una tenacia ed una forza morale che farebbero impallidire anche i più grandi supereroi, per arrivare alla verità e ad una personalissima rinascita.
Consigliato a: chi ama i gialli nordici, complessi, intricati, pieni di angosce e, diciamocelo, violenza.
Una frase: E mentre si incamminava su per la collina dove lei aveva parcheggiato, Martha pensò con incredulità che era troppo bello per essere vero. Quello che lei stava vedendo era un miraggio, un fantasma, lui in realtà era morto, gli avevano sparato, in quel preciso momento era impiccato a un faro, era la sua anima che le stava venendo incontro.
 

La ragazza del treno, Paula Hawkings (Piemme, 19, 50 euro)

Rachel vive su e giù dai treni, è un' alcolista con un matrimonio alle spalle, senza più un lavoro. Vive ospite da un'amica non ha più legami  e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo ex lavoro. Dal finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma  a un incrocio, spia -non vista- una coppia di coniugi.
Rachel da loro nomi fittizi e immagina la loro vita come perfetta e patinata.
Un brutto giorno Rachel, da quella veranda, vede qualcosa a cui non avrebbe dovuto assistere. È' l'inizio di un incubo che la legherà alla coppia. 
Consigliato a:  chi ama Londra, le atmosfere fumose e i noir psicologici.
Frase: Ci sono volti familiari su questi treni, persone che vedo ogni settimana, andando avanti e indietro. Li riconosco e probabilmente mi riconosco. Io non so se mi vedono, per quello che sono veramente. 

 

L’uomo di Marte, Andy Weir (Newton Compton Editori, 4, 90 euro)

In un futuro molto prossimo (e anche molto vicino a realizzarsi davvero) finalmente parte la prima missione umana per Marte. Sei tra i migliori astronauti del mondo mettono piede sul pianeta rosso, ma la missione comincia fin da subito con i peggiori auspici. Una tempesta costringe i sei ad abortire la missione della vita, ma l’americano (e molto gigioneggiante) Mark Watney resta indietro su Marte, abbandonato perché creduto morto. Da lì comincia la sua avventurosa e rocambolesca lotta per sopravvivere, con le provviste per appena 31 giorni, fino all’arrivo dei salvataggi, lontani mesi.
Se amate la fantascienza, certamente questo è il libro che fa per voi. Autopubblicato a proprie spese da Weir sul web, diviene un fenomeno letterario che lo porta all’attenzione editoriale e cinematografica. Il libro è persino approvato niente popo’ di meno che dalla stessa NASA che ha lodato una delle migliori caratteristiche del libro: l’estremo realismo e le pertinenti citazioni tecnico-scientifiche e tecnologiche. Un buon 70% della strumentazione citata è effettivamente usata (o in fase di progettazione) dagli astronauti e ciò rende la storia, entusiasmante e adrenalinica già di per sé, davvero elettrizzante e super attuale, visto che la prima vera missione su Marte è a “soli” dieci anni di distanza.
A condire il tutto un protagonista che è tutto fuorché il classico astronauta cinematografico. Watney è ironico, irriverente e dallo spirito sempre alto anche nelle peggiori condizioni.
Consigliato a: ovvio, gli amanti di fantascienza, più scienza che fanta.
Una frase: Non so nemmeno chi leggerà questo diario. Immagino che prima o poi qualcuno lo troverà. Magari di qui a cent’anni. Per la cronaca… Non sono morto a Sol 6. Così crede senza dubbio il resto dell’equipaggio e non posso biasimarli. Forse decreteranno una giornata di lutto nazionale in mia memoria e sulla mia pagina di Wikipedia ci sarà scritto: ‘Mark Watney è l’unico essere umano morto su Marte’.