L'invasione delle tenebre, di Glenn Cooper

Si chiude la trilogia dei "Dannati", ma le porte dell'Inferno saranno chiuse per sempre?

18 Gennaio 2016


“Metà dei ragazzi era immersa nella melma fino alle caviglie, mentre gli altri cinque si trovavano sul terreno fangoso a pochi metri di distanza. Rimasero per qualche istante attoniti e ammutoliti, finché Harry Shipley non iniziò a piagnucolare […]
 
Pietrificati dal terrore, non riuscivano a distogliere lo sguardo dalla testa mozzata, poi videro battere le palpebre e le labbra secche muoversi. La maggior parte dei ragazzi urlò.
Correndo, tornarono dal giovane con il ventre squarciato.
 
“Devi dirci dove siamo e cosa sta succedendo”, esclamo Angus.
 
“Non ti aiuteremo finché non ce lo dirai”.
 
“Non lo sapete?”
 
“Non ne abbiamo la minima idea!” sbraitò Glynn.
 
“Dovete essere appena arrivati, allora”, gracchiò il giovane. Riuscì a emettere una breve, dolorosa risata.
 
“Be’, allora lasciate che sia il primo ad accogliervi nella vostra nuova dimora. Benvenuti all’Inferno.”
 
 
Sinossi: i protagonisti degli altri due romanzi della trilogia dei “Dannati” di Cooper, tra i quali spiccano John Camp e Emily Loughty, si ritrovano in questo capitolo finale a fronteggiare un’orda di dannati che sta invadendo una Londra ormai ridotta ad una città fantasma, nella quale solamente un numero esiguo di abitanti sono rimasti nelle loro dimore, o per impossibilità di spostamento, o per ribellione all’ordine di evacuazione imposto dal Governo.
Sfortunatamente, gli ultimi viaggi nell’Oltre (comunemente chiamato “Inferno”) fatti da Emily, John e la loro squadra composta da scienziati e militari, hanno comportato ingenti conseguenze per la Terra. Per l’appunto, i varchi interdimensionali tra il nostro pianeta e l’Inferno si sono moltiplicati e si stanno ampliando anche nelle zone limitrofe di Londra, con la probabile eventualità che si diffondano in tutto il mondo, lasciando campo libero a tutti i dannati di riversarsi nelle nostre città. Saccheggi, stupri, omicidi sarebbero all’ordine del giorno, come sta già accadendo tra l’altro a Londra.
 Bisogna assolutamente richiudere i portali dimensionali e l’unica salvezza per il genere umano è riposta nel dottor Paul Loomis, luminare scienziato del MAAC ed ex collega di Emily, ora confinato all’Inferno per aver ucciso la moglie ed essersi poi tolto la vita.
Per John ed Emily è inevitabile l’inizio di una nuova avventura e di un nuovo ritorno nell’Oltre per cercare Loomis e tentare così di richiudere definitivamente i varchi rimasti aperti, ma soprattutto chiudere le porte dell’Inferno per sempre in modo che i dannati restino dove devono essere e i “vivi” non interferiscano con il mondo dell’aldilà.
Il governo inglese, compresa la Regina, organizza quindi una nuova spedizione e questa volta, visto che i dannati sono sempre più spietati e pericolosi (soprattutto i famigerati “erranti”) si richiede l’aiuto delle forze speciali britanniche, i SAS; soldati addestrati come vere e proprie macchine da guerra e di sopravvivenza.
 In questo ultimo capitolo della saga, inoltre, facciamo anche la conoscenza di Kyle, il fratello reietto di John, che saprà essere una presenza indispensabile nel corso degli eventi.
Tra mille peripezie e incontri con personaggi storici di nuova e vecchia conoscenza, la squadra dovrà anche recuperare una classe di studenti, alcuni scienziati del MAAC e dei cittadini londinesi risucchiati all’Inferno.
Riusciranno, infine, i nostri protagonisti a salvare la Terra oppure tutto il mondo è destinato a diventare un Inferno? Esisterà ancora il bene, o il male impererà assoluto?
 
Recensione: L’invasione delle tenebre è l’ultimo capitolo della saga dei “Dannati” di Glenn Cooper.
Esordisco subito con un’importante precisazione: non ho letto gli altri due libri prima e mi sono ritrovata tra le mani, come un dono, questo ultimo lavoro di Cooper.
Ovviamente mi sono informata e ho recuperato informazioni sui due capitoli precedenti prima di procedere con la lettura di quest’ultimo.
Glenn Cooper, innanzitutto, è una mia cara vecchia conoscenza che mi aveva appassionato con la trilogia della “Biblioteca dei Morti”, la quale mi aveva veramente colpito per le ambientazione e l’originalità della trama. E’ dunque stato un vero piacere per me ritrovare questo autore, che era da un po’ che non riprendevo in mano.
In questa recensione ovviamente darò spazio al terzo volume della trilogia, ma farò anche qualche accenno ai libri precedenti, giusto per dare più completezza al mio discorso.
Cooper questa volta decide di imbattersi in un terreno già esplorato da secoli dalla religione cattolica e dai grandi della lettura; in primis dal maestro indiscusso della letteratura italiana: Dante Alighieri.
Il celeberrimo “Inferno della Divina Commedia è diventato sin da subito un modello culturale oltre che letterario ed è incommensurabile l’influenza che esso ha avuto nell’immaginario comune. Scelta coraggiosa dunque quella di Cooper, che deve confrontarsi innanzitutto con un tema già conosciuto e sfruttato e, in secondo luogo, con un’alta aspettativa da parte del pubblico di lettori.
Ma entriamo nel vivo della recensione.
 “L’invasione delle tenebre” inizia lì dove era terminato il precedente volume, “La porta delle tenebre”, e ci presenta una Londra completamente diversa da quella che ci si immagina di solito. Una città completamente svuotata; una città fantasma dove nella strade il silenzio regno sovrano e la morte aleggia inesorabile.
La popolazione è stata evacuata per far fronte all’orda di dannati che sempre più numerosi attraversano i portali dimensionali rimasti aperti e giungono dall’Inferno sul nostro pianeta.
La notte, in particolar modo, è il momento in cui i dannati più crudeli e spietati, i cosiddetti “erranti”, escono allo scoperto e compiono le azioni più ignobili e malvagie: razzie, saccheggi, stupri, omicidi e altre oscenità, semplicemente per il gusto di farlo.
E’ interessante evidenziare, perciò, questa differenza cruciale tra le anime dannate: tutte hanno commesso delle cattive azioni contro gli altri o contro se stessi se sono all’Inferno, ma non sono, per così dire, tutte uguali. Tra queste anime perse si distingue una parte che spicca per la condotta spietata e immorale, senza aver nessuno scrupolo a commettere le azioni più efferate e crudeli, e questi dannati sono appunto gli “erranti”. Ricordando tutto ciò, il mio pensiero non può non andare alla suddivisione, molto più complessa ovviamente, delle anime dannate nell’Inferno dantesco. Divisione che in questo caso si basa su criteri di gravità della colpa, alla quale corrisponde la relativa pena (per similitudine o per contrasto, la cosiddetta “legge del contrappasso”). L’Inferno di Cooper è molto più semplice come struttura, una versione “ridotta” diciamo, resa idonea ad un romanzo che appartiene al genere thriller e che deve rispondere, dunque, a determinati canoni estetici e letterari.
L’autore, per l’appunto, immagina l’Inferno come un parallelo del nostro mondo, con gli stessi luoghi e le stesse città, ma bloccato storicamente all’epoca medievale. Tutto laggiù, dalle armi, ai vestiti, agli strumenti di uso quotidiano, ai mezzi di trasporto appartiene al Medioevo e i materiali moderni non sono ammessi in quanto non sono ancora stati inventati. Anche in questo punto, non posso fare a meno di fare una considerazione: l’era buia dell’età medievale è il periodo storico nel quale vive Dante Alighieri e soprattutto il momento di massima diffusione del potere della Chiesa (che continuerà ben oltre tuttavia), che con la sua dottrina influenzava largamente, se non in maniera assoluta, la vita quotidiana della gente del tempo. Si viveva nel terrore di un Dio che puniva e l’immagine dell’Inferno era ben presente nell’immaginario collettivo.
Per quanto riguarda la trama del romanzo, posso affermare che Cooper non delude e crea un interessante connubio tra modernità e tradizione. La trilogia inizia, infatti, con il fallimento di un esperimento di fisica quantistica legato alle particelle e alla creazione di varchi spazio-temporali. Un tema, pertanto, molto attuale e molto vicino alla realtà scientifica odierna.
Per quanto concerne i personaggi in “L’invasione delle tenebre” ritroviamo volti noti, ma anche delle “new entry”. I protagonisti principali sono anche in questa avventura John Camp ed Emily Loughty, attorno ai quali si stringono tutta una serie di personaggi più o meno secondari. Cooper, a riguardo, è molto abile nel delineare i tratti caratteriali di ciascuno, tracciando così un profilo completo inserendo informazioni anche sul passato dei vari personaggi. Non c’è da nascondere che, a mio gusto personale, John sia la personalità più interessante e nella quale il lettore tende a immedesimarsi più facilmente. Anche perché egli corrisponde perfettamente alla definizione dell’” eroe”. Al contrario, come sua nemesi, posso citare Trotter, il quale incarna esattamente il modello del “cattivo”. 
Tra le new entry invece, il personaggio che emerge sia per la sua particolare e disturbata personalità, sia per le sue abilità di armaiolo, è Kyle il fratello di John Camp. Da anni i due hanno un rapporto contrastato e il viaggio all’Inferno permetterà loro di appianare le divergenze e offre a Kyle la possibilità di redimersi agli occhi del fratello e di dimostrare di essere qualcuno. Il suo aiuto, infatti, risulterà fondamentale per le sorti della Terra, grazie alle sue enormi competenze sulla costruzione dei fucili AK-47, sia teoriche, sia pratiche.
Ai suddetti fucili è legata, per l’appunto, la sopravvivenza di tutti i membri della squadra di recupero.
Sempre per quanto riguarda i personaggi, un elemento da segnalare per la sua curiosità e, perché no, genialità da parte dell’autore, è l’introduzione in tutti e tre i romanzi della saga di personaggi storicamente noti. Emily e John faranno di fatto la conoscenza di Re Enrico VIII, di Garibaldi, di Cromwell, di Stalin, di Caravaggio … giusto per citare quelli più storicamente influenti e famosi. La mia reazione, devo essere onesta, la momento è stata di incredulità e scetticismo, in quanto mi è sembrata una cosa un tantino banale. Ma, successivamente, procedendo nella lettura, mi sono resa conto che Cooper ha saputo gestire la situazione nel miglior modo possibile, senza scadere nel ridicolo. Anzi, in un secondo momento, l’incontro con questi grandi del passato mi ha lasciato un senso di instabilità, in quanto si crea un interferenza tra mondo moderno e mondo passato che fa nascere delle contingenza assai interessanti e particolari. Nell’Oltre si combattono guerre e alleanze come nel mondo reale, addirittura si continuano i conflitti del passato e si vede il corso di una storia nuova, a se stante che non è quella che noi conosciamo, quella realmente accaduta, ma una sorta di “storia probabile”.
Dal punto di vista narrativo la storia segue un ritmo molto concitato, con pochissime pause, e la lettura risulta molto scorrevole e piacevole, grazie anche al lessico e alla sintassi semplici e ben organizzati.
Inoltre non manca una saggia dose di ironia che contribuisce ad alleggerire e smorzare i momenti più drammatici e le atmosfere più cupe presenti nel romanzo. Molto divertente è, per esempio, la figura di Enrico VIII che assume dei tratti veramente buffi in certi momenti, soprattutto quando giunge nel nostro mondo e fa la conoscenza di alcune “diavolerie moderne”, tra le quali la televisione.
Non voglio lasciar trapelare nulla sulla conclusione di questa avventura conclusiva che chiude la saga dei “Dannati”, ma la sola cosa che posso affermare è che era l’unica soluzione per un compimento plausibile e coerente di tutta la vicenda.
Concludendo, a mio modesto parere, l’ultima fatica di Glenn Cooper è un lavoro ben riuscito, pur non collocandosi ad un livello di eccellenza e trascinando con sé qualche mancanza rispetto ad altri suoi lavori precedenti (non ho molto apprezzato, ad esempio, la somiglianza dell’orda dei dannati con le schiere di zombie alla “Walking Dead”) . Confrontando questa saga con quella della Biblioteca dei Morti”, devo dire che la precedente è da porre su un piano superiore, ma questo non significa che attribuisco a "Dannati" un giudizio negativo. Anzi, il punto di forza di questa trilogia è da ricercare aldilà del velo superficiale della narrazione, in quel gradino più profondo che l’autore lascia percorrere al lettore autonomamente, senza influenze di tipo narrativo e strutturale.
A riguardo, nel corso della lettura di “L’invasione delle tenebre” mi sono soffermata a riflettere su alcuni punti che l’autore pone in evidenza: ho esposto precedentemente che non tutti i dannati dell’Inferno sono uguali, infatti ci sono molte anime dannate che fondamentalmente sono delle brave persone, guidate da un forte senso di moralità e da valori ben saldi. Dunque anche all’Inferno esiste un lato “umano”, “buono” che va oltre la condanna inflitta e il bene trova il suo posto anche nel luogo più “malvagio” per antonomasia, dove il male dovrebbe essere assoluto. Il bene e il male sono due facce di una stessa medaglia: l’uomo, e non è possibile avere una divisione netta tra le due entità.
Inoltre, un’altra riflessione mi sovviene in relazione ai portali dimensionali rimasti aperti, e dunque la possibilità tra “vivi” e dannati di interagire nei due sensi: le anime infernali possono raggiungere la Terra, il mondo dei “viventi”, e i “vivi” possono così raggiungere l’Oltre.
In questo modo i due mondi si influenzano reciprocamente e, aldilà delle negatività della situazione, ognuno impara qualcosa dall’altro. Kyle Camp, ad esempio, insegna ai dannati le tecniche per costruire i fucili Kalashnikov e in cambio lui ritrova negli abitanti dell’Oltre degli amici e dei validi compagni di lavoro. Insomma il suo è un viaggio, oltre che fisico, soprattutto interiore che lo renderà un uomo migliore. E pensare che è dovuto andare all’Inferno per avere il coraggio di riabilitarsi come uomo.
Giusto per citare altri esempi di estremo contatto tra i due mondi, basti pensare che alcuni compagni di John Camp, durante un precedente viaggio nell’Oltre, hanno deciso di non tornare sulla Terra per amore di una donna dannata e si sono addirittura sposati. Hanno perciò trovato all’Inferno ciò che non sono riusciti ad avere nel mondo dei “vivi”.
Come il bene si mescola al male e viceversa, anche il confine tra vita e morte è in questo contesto molto labile ed evanescente. Il fatto di sapere con certezza che esiste un “dopo” oltre la morte, sia esso l’Inferno o il Paradiso, innesca una serie di pensieri e di scelte che cambiano totalmente la vita delle persone. Non voglio aggiungere altro a riguardo, in quanto il mio è un riferimento che si capisce in maniera esplicita leggendo la conclusione del romanzo.
Ho voluto fare questa analisi che va oltre l’aspetto letterario perché sono fermamente convinta che uno scrittore capace non esprime tutto nelle parole, nell’atto scritto, ma lascia molto al lettore e alla sua facoltà d’interpretazione e immaginazione.
La saga dei “Dannati”, come già ribadito in precedenza, non è un capolavoro di Cooper ma a mio avviso riesce a coinvolgere il lettore, oltre che per la narrazione avvincente e avventurosa, anche per quel suo aspetto di riflessione su certe tematiche di un certo spessore: la storia, la vita, la morte, l’esistenza di un “aldilà”, la scienza ecc … che non sono esplicitate direttamente dall’autore, ma sono presenti ad un livello più nascosto, in una sorta di un tacito accordo tra il lettore e le pagine del libro.
 Concludendo, il buon caro Cooper non ha deluso nemmeno questa volta e spererei di poter leggere a breve un suo nuovo romanzo, oppure vedere una trasposizione cinematografica di questa sua ultima saga.
Consiglio la lettura della trilogia dei “Dannati” n primis a tutti i fan di Glenn Cooper e, in secondo luogo a tutti gli appassionati del genere thriller fantascientifico. I romanzi possono essere letti indipendentemente, in quanto si riesce in ugual modo a recuperare il senso degli avvenimenti precedenti, anche se è consigliato, ovviamente, di leggerli in sequenza.
A chi si accinge a intraprendere la lettura della saga auguro di ritrovare dei piacevoli momenti di intrattenimento e uno spunto di riflessione su temi di notevole spessore intellettuale e letterario, che sono alla base della nostra storia e del nostro patrimonio culturale italiano.
 
L’invasione delle tenebre, Glenn Cooper, Nord, 2015, 480 pagine, 19,90 euro