The Danish Girl

La vera storia di Lili Elbe, primo caso di transgender, è ora un romanzo

30 Marzo 2016

SINOSSI: Einar Wagener e sua moglie Greta sono due giovani pittori talentuosi che vivono nella Copenaghen di inizi ‘900. Einar ama dipingere paesaggi, mentre Greta è una ritrattista molto attiva e intraprendente, alla costante ricerca del suo posto all’interno del mondo artistico della capitale danese. Un giorno Greta chiede un aiuto al marito per terminare il ritratto di una cantante lirica e gli fa una richiesta molto particolare: per ultimare al meglio l’opera la moglie, infatti, decide di far travestire Einar da donna e di farlo posare per lei. Ovviamente al momento lui si oppone e si sente estremamente a disagio, ma non appena il tessuto morbido e delicato del vestito entra a contatto con la sua pelle, in Einar scatta qualcosa di irreversibile e seducente. Quel giorno nasce ufficialmente Lili Elbe, la ragazza che da sempre viveva silenziosa e latente dentro il corpo di Einar Wagener. Dopo questa rivelazione la vita dei due giovani coniugi non sarà più la stessa, soprattutto per Einar che vive con disagio sempre maggiore questa dualità tra la sua parte maschile e quella femminile, sino a diventare un insopportabile. Greta, instancabile e fedele compagna, cerca di aiutare il marito con tutte le sue forze e con tutti i mezzi a disposizione. Inoltre con la vicinanza di Carlisle, fratello di Greta, e del suo amico di infanzia Hans, Einar trova il coraggio di avere dei colloqui con diversi medici per tentare di risolvere questo suo “problema” e di ritrovare così la sua identità. Ovviamente Einar deve subire non poche umiliazioni, in quanto in quegli anni situazioni del genere venivano catalogate sotto l’etichetta “pazzia”. Finalmente Greta riesce a mettersi in contatto con un luminare del settore, il professor Bolk, che segue teorie all’avanguardia per il periodo ed è di ampie vedute sia nel settore professionale, sia in quello umano. Decide così di aiutare EInar a diventare una vera donna, ma la strada non è per niente facile e Einar/Lili dovrà affrontare grandi ostacoli, sia fisici, sia psicologici. Sempre al suo fianco nel corso della sua metamorfosi, Greta non smetterà mai di amare Einar e, anche quando lui non ci sarà più, il suo affetto per Lili è ugualmente forte e indissolubile. Una storia toccante, nella quale l’amore fa da protagonista e va ben oltre i limiti convenzionali. "
D'ora in poi ti chiameremo Lili.
Questo non è il mio corpo... Devo lasciarlo andare.
The Danish Girl è un romanzo dello scrittore e insegnante statunitense David Ebershoff, edito in Italia da Giunti. L’autore, per la stesura del romanzo, si è basato su documenti realmente esistenti riguardanti il primo caso affermato di “transgender”, ossia di una individuo che non possiede un’identità sessuale ben definita e, come in questo caso, può decidere di ricorrere ad interventi chirurgici di diverso grado per cambiare il proprio sesso.
Questi documenti parlano proprio di una ragazza di nome Lili Elbe e della sua trasformazione fisica e psicologica; una vera pioniera in quest’ambito in quanto si tratta del primo caso di operazione chirurgica risalente ai primi anni del ‘900. Un fatto decisamente sconvolgente e scandaloso se pensiamo alla cultura di quei tempi e di come poteva essere considerato un uomo “maschio” che afferma di sentirsi attratto dal suo lato femminile, sino a voler trasformarsi completamente in una donna in tutto e per tutto. SI tratta di tematiche sorprendentemente attuali, soprattutto in questo periodo storico che stiamo vivendo, visti anche i recenti provvedimenti legislativi riguardanti il matrimonio e l’adozione tra coppie omosessuali nel nostro Paese.
Il punto di forza di Ebershoff sta nel fatto di aver saputo trattare questo tipo di tematica particolarmente complessa, e comunque di forte impatto morale, con un’eleganza e una delicatezza tali che arrivano addirittura a commuovere. “The Danish Girl”, per l’appunto, non assume mai e sottolineo MAI, nemmeno nei pochi momenti che si possono definire “erotici”, tratti di volgarità o comunque di “crudezza” come ci si potrebbe aspettare, e l’aspetto che emerge in tutta la sua forza nella narrazione è proprio l’amore, nella sua più totale purezza ma anche estrema complessità. Perché in fondo qui stiamo parlando di un romanzo sentimentale, dove si parla di emozioni, di disagi, di imbarazzi, di matrimonio, di romanticismo e anche di seduzione e passione. Il romanzo si avvale di numero esiguo di personaggi: i protagonisti sono ovviamente Einar/Lili e la moglie Greta (nella traduzione italiana, ma in realtà il nome reale che risulta dalle testimonianze è Gerda) e intorno al loro mondo ruotano Carlisle, il fratello di Greta, e Hans, carissimo amico di infanzia di Einar/Lili.
Anche se ognuno ha la propria vita individuale, si può tranquillamente affermare che tutti e quattro costituiscono una vera e propria famiglia raccolta intorno alla figura di Einar e al suo “segreto”. Ovviamente i fili conduttori che legano i vari componenti sono diversi: Carlisle e Hans supportano Einar/Lili nelle fasi della sua trasformazione con estrema amicizia e affetto; Carlisle d’altro canto cerca di aiutare la sorella a sostenere la difficile situazione matrimoniale e a gestire il suo rapporto con il marito che piano piano sta scomparendo e si sta trasformando in qualcosa di completamente diverso; Hans infine guida Greta, sia dal punto di vista professionale, visto che è il suo manager e gestisce le attività di vendita dei quadri, sia per quanto riguarda la sfera privata e personale, in quanto entrambi si innamorano l’uno dell’altro anche se Greta assume sempre un atteggiamento distaccato e “trattenuto” per via del suo amore per il marito.
Due parole a parte merita, a mio avviso, il personaggio di Greta che assume un valore fondamentale all’interno del romanzo e viene delineato con magistrale precisione ed estrema vividezza. Il lettore impara a conoscere Greta in tutti suoi aspetti: il suo istinto ribelle, la sua tenacia, l’instancabile operosità, la sua vivacità ma anche le sue debolezze, i suoi difetti, le gelosie. Greta, tuttavia, dimostra in ogni istante un amore immenso e veramente ammirabile nei confronti del marito, ed è un esempio di vero sentimento incondizionato che non può non commuovere il lettore. E’ pronta a sopportare qualsiasi cosa, persino la metamorfosi e, di conseguenza, la perdita di Einar pur di vederlo felice. E’ consapevole, inoltre, di aver contribuito enormemente a far “risvegliare” la Lili che viveva latente in Einar, desiderosa di emergere e di manifestarsi al mondo. Da donna quale è, Greta vive una situazione del tutto particolare e difficile della sua vita matrimoniale; praticamente il normale rapporto di coppia con il marito si trasforma in qualcosa di totalmente diverso e nuovo, un’avventura che al momento, sembra addirittura eccitante. Ma ben presto Greta deve fare i conti con la mancanza di un rapporto fisico con il proprio compagno di vita e, oltre a questo, gestire la dualità di Einar/Lili.
La figura di Lili, in principio, viene considerata come un gioco e Greta incita questo chiedendo al marito sempre più spesso di posare nei panni di Lili che, a Copenaghen, viene presto conosciuta come la cugina di Einar, soprattutto per via dei ritratti di Greta che verranno apprezzati moltissimo dal mondo artistico dell’epoca, sino a rendere celebre la giovane pittrice. Ma accade sempre più di frequente che Greta esca per delle commissioni di lavoro, lasciando il marito a casa intento a dipingere paesaggi, e rincasi trovando seduta sulla poltrona Lili Elbe che beve una tazza di thè. Einar e Greta non sono più marito e moglie, ma una sorta di famiglia “allargata” composta da Einar, Lili e Greta. D’altro canto Einar e Lili, pur essendo la stessa persona, sono due individui a se stanti, con ognuno la propria personalità, con il rischio che questa complessa situazione di estremo conflitto interiore venga etichettata sotto il nome di “schizofrenia”, come in realtà accade ad Einar. A colorare e definire maggiormente i contorni della figura di Greta è, inoltre, la storia del suo passato in California, a Pasadena, la sua città natale. Lei, seppur trasferitasi in Danimarca e successivamente in Francia con il marito per un periodo, non abbandonerà mai il suo lato “americano” e non smetterà mai di covare il desiderio di ritornare in America. Insomma il ritratto che ne esce di Greta è quello di una donna veramente speciale. Tornando al protagonista, anzi ai protagonisti, Einar/Lili è altrettanto ben delineato e descritto con grande abilità dall’autore, ma a volte sembra che viva della luce riflessa emanata dalla moglie. E’ Greta la colonna portante di tutta la situazione. Tuttavia Ebershoff rende magnificamente con il suo tratto delicato e lieve, quasi che la penna accarezzi la carta, la profonda e lacerante crisi di identità vissuta da Einar e racconta passo passo la sua metamorfosi in donna, dalla nascita della piccola Lili, che agli inizi era quasi un’apparizione fugace, un gioco, alla decisione di compiere degli interventi chirurgici per rendere irreversibile la metamorfosi e diventare per sempre solo Lili Elbe. Il prezzo da pagare ovviamente è altissimo e consiste nella “morte” di Einar Wagener. Uno dei momenti più toccanti di tutto il romanzo, secondo la mia personale opinione, è da ricercare quando Lili desidera assolutamente, oltre a essere già diventata donna, diventare anche madre. Proprio per questo motivo decide di sottoporsi anche ad un ultimo risolutivo intervento: il trapianto di utero.
E’ estremamente toccante come Lili, durante una discussione con Greta, affermi di voler dare al suo attuale fidanzato dei figli. Fa riflettere moltissimo tutto ciò, specialmente se pensiamo che questo viene detto da un individuo che era originariamente un uomo. Per essere più chiara, è sconcertante rendersi effettivamente conto che una persona possa diventare qualcun altro, un individuo “nuovo” in tutti i sensi. Io lo vedo come una sorta di miracolo, o comunque una rinascita alla maniera dell’araba fenice che, secondo la leggenda, risorgeva dalle proprie ceneri. Dalla morte di Einar Wagener rinasce Lili Elbe. Concludo spendendo due parole sul film “The Danish Girl” che proprio qualche settimana fa è uscito nelle nostre sale cinematografiche, e che è proprio tratto da questo libro. Devo dire che vedere la trasposizione su grande schermo della storia di Einar/Lili mi ha davvero emozionato, in quanto il regista ha saputo carpire la delicatezza e la dolcezza di Ebershoff realizzando un film intenso ed estremamente toccante. Anche in questo caso emerge in tutta la sua forza e potenza emotiva la figura di Greta/Gerda. Einar/Lili assume tutti i tratti che ritroviamo nel romanzo: la dolcezza, la timidezza, quel comportamento e quei gesti sempre lievi, sospesi quasi. Come se Einar/Lili avesse paura di fare rumore e tutto il suo essere è ovattato, come le note di un pianoforte suonate con la sordina. Nella pellicola ritroviamo quasi completamente, nella sua generalità, la vicenda narrata dall’autore, salvo per alcuni particolari che, per ovvie ragioni di tempistica, sono stati eliminati. Tuttavia sono proprio questi dettagli, questi momenti letterari supplementari narrati dall’autore, che rendono il romanzo la scelta migliore.
Diciamo che il libro ha una marcia in più. La visione del film è, comunque, assolutamente consigliata perché, anche per chi non ha letto il romanzo, è davvero un ottimo film, che si avvale di performance veramente eccezionali dei due protagonisti, interpretati rispettivamente da Eddie Redmayne, nei panni di Einar, e Alicia Vikander in quelli di Gerda. Sono stata molto felice, personalmente, di poter confrontare le due versioni, quella letteraria e quella cinematografica, di “The Danish Girl”, in quanto la storia di Lili Elbe è una storia meravigliosa e straordinaria che merita di essere conosciuta. Consiglio a tutti la lettura del libro, non solo a chi ama il genere sentimentale, poiché è un’opera che sa donare molto al lettore sotto il profilo sia letterario, ma soprattutto umano. Non dimentichiamo mai che se ci si ama davvero, di quell’amore vero e incondizionato, si è pronti a tutto. Anche ad accettare di perdere qualcuno per ritrovarsi con qualcun altro vicino. Amare significa rispettarsi e condurre l’altro nella strada verso la felicita, qualunque essa sia, non importa quanto lunga o impervia, ma è la presenza costante che conta. Una bella lezione mi pare.

The Danish Girl, David Ebershoff, Giunti Editore collana Scrittori Giunti, Febbraio 2016, 368 pagine, 18 euro.