D'amore si muore ma io no, di Guido Catalano

4 Luglio 2016

"Entro fine mese mi sposo."
"Davvero?"
"Giuro, sei invitato, dillo a Luca."
"Chi è la fortunata?"
"Agata si chiama, fra un paio di giorni ci baciamo."
"Te la sposi tra un mese e non vi siete ancora baciati?"
"I grandi amori non si baciano subito."

“D’amore si muore ma io no”.
Cinismo?
Forse, o forse semplice realtà.
Catalano ci racconta una storia, in realtà un pezzo di storia, e lo fa con un cuore innamorato e cinico al tempo stesso.
È una storia di vita e d’amore, che parte da un incontro su uno scomodissimo seggiolino di un volo Ryanair e si conclude con un altro lunghissimo viaggio aereo (si spera un po’ più comodo della compagnia low cost). Lui poeta semiprofessionista vivente che lavora saltuariamente e adora la pizza e il cinema, lei aracnologa, con i piedi per terra ma innamorata di quella sciocca follia che contraddistingue l’animo del protagonista.
Non è certo una vicenda complessa, o particolarmente arzigogolata, eppure riesce a far ridere ed emozionare nella sua chiara semplicità.
I personaggi che si affacciano sulle pagine sono estremi, paradossali, tragicomici, perfettamente inseriti nel lessico un po’ assurdo usato dall’autore. Indimenticabile Tonio Cartonio, compagno di spesa e di coda alla cassa meravigliosamente sboccato; tanto quanto Francesca, migliore amica di Giacomo, commessa in un negozio di lusso per animali che prende la pizza prosciutto e funghi senza funghi.
Catalano nasce come poeta, poeta professionista vivente. Un poeta che stranamente fa spesso ridere.
Ma proprio spesso.
Dopo aver letto il libro mi sono persa in alcuni suoi lavori precedenti e non posso dire di non essermi divertita.
La medesima ironia, il sarcasmo, il linguaggio schietto, diretto, a volte tendente al volgare, lo si ritrova in tutto il suo romanzo definito dai più “Il primo romanzo dell’ultimo dei poeti”.
Non aspettatevi un classicone, un romanzo impegnato, di quelli da strapparti il cuore, ma godetevi queste pagine come una boccata d’aria fresca nei primi giorni di primavera. Non servono paroloni o grandi letterati per far apprezzare l’amore tra due menti affini, bastano pochi, intimi dettagli.
A volte Catalano torna ad impossessarsi della penna del poeta e del suo “andare a capo come un ossesso” e ci allieta con passaggi veloci, emozioni forti, cariche di significato e di impatto emotivo.
Mai fastidioso, mai noioso, sempre incalzante e da sorriso perenne.
Non solo amore tra uomo e donna, ma anche verso i genitori, verso gli amici, verso i fan, verso se stessi, Catalano ci accompagna in nella vita di Giacomo con gioie e disperazioni che hanno colpito l’animo umano con intensità e sostanza.
Un libro limpido, fatto di personaggi curiosi e anticonformisti, che ci ricorda quanto, ogni tanto, sia necessario leggere qualcosa senza troppo impegno ma con la sola voglia di emozionarsi grazie a cose belle.
 
 
D’amore si muore ma io no, di Guido Catalano, Rizzoli Editore, 2016, pag. 393, 17.00 euro.