L'orribile Karma colpisce ancora, di David Safier

11 Luglio 2016

“Se io sono una formica, che fine hanno fatto tutti quei dittatori del bip? Hitler, Stalin o George Bush?”
“Bush è ancora vivo”, obiettai.
[…]
“I dittatori rinascono in una forma diversa”.
“Cosa diventano?”
“Batteri intestinali”.
Quindi Hitler adesso viveva sull’arcipelago delle emorroidi.

Esiste il Karma? La reincarnazione? La trasmigrazione delle anime?
Secondo David Safier sì. E non è la prima volta che lo dice.
L’autore de “L’orribile Karma della Formica” ritorna con “L’orribile Karma colpisce ancora”.
Non è un vero seguito, ma ci sono diversi momenti in cui ci viene ricordata la storia di Kim, protagonista del primo romanzo.
Se, tuttavia, non l’aveste letto (grande grandissimo errore) potete prendere in mano questo nuovo, estremamente divertente, libro, senza troppi problemi.
 

Daisy è una giovane donna che sogna di sfondare nel campo del cinema e della televisione, ma non si sforza più di tanto, anzi. Passa le sere tra alcool, droghe e sesso con sconosciuti, non paga l’affitto della sua camera condivisa, da mesi, e non ha neanche lontanamente idea di cosa significhi amare. Vive con due amiche, che amiche non sono più tanto, e quello che ritiene il suo “migliore amico” quello che c’è sempre stato, eternamente innamorato non ricambiato, la spalla perfetta su cui piangere le lacrime da coccodrillo. No, Daisy non è particolarmente amabile. O meglio… Non si fa apprezzare. Per il resto è nata per far ridere delle sue disavventure.
La vita della giovane cambia quando le viene proposto un ruolo in un film di James Bond (una sostituzione dell’ultimo minuto) nel quale lo 007 verrà interpretato dalla star di Hollywood Marc Barton, borioso, arrogante, bellissimo, palestratissimo attore, sposato con la donna più sexy del mondo.
Non è sicuramente un incontro amichevole il loro, neanche un po’: sembrano nati per odiarsi.
Il destino, però, ha un gran senso dell’umorismo.
Perché? Perché il destino li uccide.
Dopo la morte i due iniziano un viaggio karmico non proprio facile da vivere partendo proprio dallo stadio di formica rossa.
 

Safier ci accompagna, nuovamente, in un percorso di redenzione, di apprezzamento di sé e degli altri, di accettazione dei propri limiti, di amore, amicizia, fiducia e rispetto. L’idea della reincarnazione viene presentata come un qualcosa di intrigante, accattivante eppure pericolosa e tutt’altro che facile da affrontare (vorrei vedere voi se doveste risvegliarvi nel corpo di una lumaca viscida!).
Le pagine scorrono veloci, tra risate e momenti decisamente intensi, profondi e sentimentali. Ma è questa la grande magia di Safier: farci divertire ed emozionare con un libro leggero.
I personaggi sono tutti splendidamente caratterizzati, creando aspettative più o meno positive sia nel lettore che nei coprotagonisti. Non solo ci viene raccontata una storia, ma viene anche presentata una possibilità di miglioramento, una lotta al non rinunciare, una fiducia nel futuro e nel prossimo. L’idea delle anime reincarnate è tanto affascinante quanto, se si ha un po’ di “fede”, credibile. Perché no dopotutto? Non sappiamo davvero cosa ci sia dopo.
L’autore ci dona anche qualche personaggio secondario, di appoggio, che non solo fa risaltare la storia ma, soprattutto, ci riporta con la mente al primo libro. Uno su tutti è Casanova, il seduttore veneziano, anch’egli reincarnato, che ormai da tre secoli passa dal corpo di un animale all’altro e che, con il suo lessico d’alto livello, accompagna Daisy e Marc in attimi di consapevolezza non sempre facili da accettare.
Come sempre David Safier non lascia nulla al caso. Gli animali scelti durante il percorso di reincarnazione non sono presi a caso: ognuno ha un motivo specifico, un significato nascosto che il lettore scopre solo dopo quando, ripensandoci, sente spuntare un sorriso consapevole sul viso.
È un libro tragicomico. La morte, dopotutto, la fa da padrone, in effetti i protagonisti muoiono molte volte lungo le neanche 300 pagine. Ma morte e vita sono due facce della stessa medaglia, non si può avere l’uno senza l’altra.
Safier ci ricorda non solo quanto sia importante non mai abbandonare la speranza, ma che siamo noi gli artefici del nostro destino, sempre.
All’apparenza sembra un volume semplice, uno di quei libricini da ombrellone, senza arte né parte.
Io vi dico di leggerlo tranquillamente anche in spiaggia, ma di farlo vostro, apprezzarlo, amarlo per lo splendido volume che è. Il fatto che faccia, non solo sorridere, ma spesso ridere di gusto, non significa che non sia uno straordinario esempio di buona letteratura.
L’autore ci dona tantissimi spunti di riflessione nascondendoli tra righe ricche di sarcasmo, proprio come aveva fatto anche nel suo volume precedente. Utilizza un linguaggio versatile ed adatto ad ogni tipo di occasione in cui i protagonisti si ritrovano, una sintassi molto piacevole e semplice da gustare, senza cadere nel banale o nella più ricercata complessità lessicale. Crea una meravigliosa storia di vita, amicizia, rispetto, amore, paura, sofferenza, odio, proprio come succede nella realtà.
Dovremmo imparare ad apprezzare autori così eclettici, dinamici e divertenti, senza lasciarli sugli scaffali delle librerie perché “troppo poco seri” o “poco inclini alla letteratura rosa attuale”, alcuni di essi ci regalano davvero dei piccoli diamanti incastonati tra le pagine.
 

E ricordatevi: lavorate per produrre karma positivo… non vorrete mica, appena dopo morti, risvegliarvi come batterio intestinale vero?
 


L’orribile karma colpisce ancora, di David Safier, Sperling&Kupfer, 2016, 288 pag., 17,90 euro.