Non aspettare la notte /Intervista a Valentina D'Urbano

1 Settembre 2016

E' una calda giornata di luglio quando in casella email mi arriva la proposta da parte di Longanesi di leggere in anteprima il nuovo libro di Valentina D'Urbano, in un progetto che prevedeva il lancio del libro attraverso delle interviste che, a turno, sarebbero state pubblicate su alcuni lit-blog selezionati dalla Casa Editrice. Non potevo lasciarmelo sfuggire. Questo no. Non io che la seguo e la conosco dagli esordi, prima letterariamente parlando, poi anche dal vivo, grazie a un bell'incontro con l'autore che ho organizzato al mio paese. Valentina è un'autrice giovane ed ha la dote di scrivere bene, benissimo. Questo romanzo poi è arrivato in un periodo durante il quale faticavo a trovare la giusta concentrazione per la lettura. Ed è in questi momenti che ad essere di vero aiuto sono le sicurezze: lo scrittore che ami, il porto sicuro. Valentina è tra questi. Uno dei miei porti sicuri. E' stato un privilegio per me aver letto questo libro in anteprima, in un'atmosfera segreta e complice con la casa editrice. Un onore poter rivolgere le mie domande a Valentina e poter offrire a voi le sue risposte a pochissimi giorni dall'uscita ufficiale del libro. Qui a lato la mia copia del libro.

Prossimamente arriverà la recensione completa. Oggi invece lasciamo che sia l'autrice a incuriosirci.

Il mio grazie, sempre, a Valentina e a Tommaso e Gloria di Longanesi per la fiducia e l'amicizia.

La trama in pillole: Angelica e Tommaso sono poco più che adolescenti. Belli, belli da morire dentro. Pieni di ferite fuori. Sono ferite diverse: li fanno zoppicare in modo diverso. Però si incontrano. E insieme scoprono che riescono a stare in equilibrio. Insieme scopriranno però che per stare in equilibrio sarà necessaria più di qualche caduta, la rabbia dell'orgoglio, la consapevolezza dell'errore. E' una storia d'amore ed una favola che graffia. Ambientata in un tempo senza Social Network, senza internet e pieno di regole dimenticate.

1-  Vorrei cominciare la mia intervista parlando dei due personaggi principali. Emergono, fin da subito, quelle che sono le ferite che portano. C'è infatti questo filo sottile che lega le trame dei tuoi libri: il bello che sa sbocciare nelle situazioni più disperate, provocando una esplosione di sentimento disperata, ma viva, potente. 
Quanto le ferite di Tommaso e Angelica contribuiscono a farli incontrare?


Come in tutti le altre storie che ho scritto, anche in Non aspettare la notte, il punto di contatto tra i personaggi principali, è proprio la rispettiva fragilità. Mi piace raccontare storie che parlano di gente imperfetta. Anche le donne di cui racconto non sono mai delle bellezze da copertina, anzi, sono bruttine, a volte sciatte, fanno scelte difficili, se ne fregano del vestito e della borsa firmata. Anche Angelica è così: potenzialmente bellissima ma devastata da un incidente, si nasconde dal mondo, vuole tagliarlo fuori. Tommaso invece, che quel mondo non può vederlo per via della sua malattia, ne è affascinato, incuriosito, vuole esplorarlo il più possibile. Ecco che le loro mancanze si incastrano perfettamente e danno vita alla storia.

2-  Il personaggio della madre di Angelica mi ha fatto immediatamente tornare alle ambientazioni e ai difficili legami di sangue presenti nel tuo precedente libro "Acquanera". E' stato difficile costruire il personaggio della madre di Angelica? Pensi che le vicende che accadono nel libro abbiano aiutato Angelica a togliere i grovigli irrisolti in seguito a quanto successo con la madre?

La madre di Angelica è il personaggio che dà l’input alla storia, è fondamentale. È stato il personaggio più naturale di tutti, quello più semplice da costruire: Un po’ perché mi sono già “fatta le ossa” scrivendo di un’altra madre borderline in Acquanera, un po’ perché la madre di Angelica è un personaggio statico: compare per pochissimo tempo, ma le conseguenze delle sue scelte si ripercuotono su sua figlia per anni.

3- Quando leggo della potenza e della rabbia di un amore che sboccia per la prima volta, in età giovanissima, irrimediabilmente torno indietro a quel tipo di sensazione. Quella di poter comandare il mondo con la sola forza del tenersi per mano. Qui tu fai una scelta forte: decidi di non fermarti e proseguire nella storia. Quali sono le caratteristiche quindi dell'amore più maturo? In cosa secondo te Tommaso e Angelica cambiano? 

Cominciano a capire che l’amore maturo è anche sacrificio. Diventa “Mi prendo cura di te anche se sei lontano, senza volere niente in cambio” entrambi cedono qualcosa nello scambio, ma questa perdita non fa che avvicinarli di più. Anche se poi, nella realtà c’è una crepa a dividerli.

4- Ad un certo punto il romanzo prende una svolta inaspettata e poco voluta dal lettore, facendo prendere una scelta difficile ad Angelica (e sicuramente qualche mia imprecazione ti è giunta fino a Roma :D ). Si può arrivare, quindi, secondo te, a compiere scelte difficili solo per rabbia, per ripicca? 

Per rabbia, per ripicca e per calcolo, certo. Dipende dalle persone. A un certo punto del romanzo Angelica fa una scelta antipatica, una scelta che mi ha fatto storcere la bocca. Ma è stata la sua scelta. Per il tipo di carattere che ha lei, era naturale. Non avrebbe potuto fare nient’altro. Perché Angelica non è solo la ragazza timida e gentile, segnata dalla vita e indifesa. È anche piena di rabbia, frustrata da un senso di ingiustizia. E le scelte che fa si ritorcono contro di lei, ma è un rischio calcolato. Lo fa per punire gli altri. Ma prima di tutto per punire se stessa.

5- Il personaggio di Giulia è quello che definisco sempre il famoso personaggio sullo sfondo, abbozzato, ma presente, forte e caratterizzato. Con lei affronti un tema delicato, che forse troppo spesso e con troppa leggerezza viene accomunato al concetto stesso dell'essere donna (quello della maternità). Cosa ne pensi a riguardo?  

Questione lunga e delicata. Ho scritto un articolo dal tono polemico qualche tempo fa, il senso era proprio questo: Essere donna non vuol dire solo fare dei figli. Una donna senza bambini vale come una mamma e viceversa. In un passo del libro, Giulia viene insultata proprio per questo: non può avere figli, quindi è una donna inutile. Lei stessa si sente così, si sente donna a metà: ma è una convinzione errata, perché poi Giulia è un personaggio importantissimo, un punto cardine per Angelica, ma anche per Tommaso.

6- Tommaso ha bisogno di una Polaroid per non perdersi frammenti di vita. Angelica ha bisogno di Tommaso per focalizzare i frammenti che volutamente ignora. Valentina, invece, come riesce a focalizzare le cose che fatica a vedere?

Mi stai facendo una domanda molto personale! Per un po’ di tempo ho avuto problemi a dirlo in giro, adesso non me ne vergogno: sono in terapia con uno psicologo. Io soffro di una percezione errata delle cose, una sorta di scollamento dalla realtà. La terapia inquadra la mia vita nella giusta prospettiva, mi insegna a risolvere i problemi e ad eliminare i rami secchi e a essere grata per quello che ho. E a fermarmi e a ringraziare me stessa, ogni tanto.

7- Spesso usi ambientazioni non contemporanee per i tuoi libri. Ogni volta cerco di fare uno sforzo di immaginazione: chiudo gli occhi e penso a un mondo in cui non esistono i social nè gli smartphone, un mondo che ho vissuto eppure sento tremendamente lontano. Ora, con tutta questa tecnologia, questi contatti sempre presenti, questo essere sempre e comunque contattabile, ci stiamo perdendo qualcosa? 

Non voglio fare la vecchia brontolona nostalgica del “se stava meglio quando se stava peggio”. Non credo che ci stiamo perdendo qualcosa: l’attesa di un messaggio o di vedere qualcuno online su whatsapp credo sia la stessa di quando aspettavamo la chiamata della buonanotte accanto al telefono di casa: cambiano i modi e magari pure i tempi di risposta, ma le emozioni sono le stesse. Però è un sistema che va bene nella vita reale e non nella fiction: nei libri secondo me si deve usare un linguaggio diverso, la tecnologia non può essere così presente come nella vita reale: deve essere messa da parte, altrimenti ci ritroveremmo a leggere solo estenuanti conversazioni su whatsapp!

8- Sono affezionata sempre al "dopo" dei vari personaggi. Dove sono Tommaso e Angelica ora, in questa estate 2016?

Non lo so. Nel 2016 Tommaso e Angelica hanno quarantadue anni. Spero che dovunque siano, siano insieme.

9- Consigliaci una tracklist di 3 canzoni assolutamente necessarie nella lettura di questo libro! 

La nostra storia di Luca Carboni

Rimmel di Francesco de Gregori

Tu che sei parte di me di Pacifico

Non aspettare la notte, di Valentina D'Urbano, Longanesi Editore, 2016, 377 pagine, 16,90 euro.