La vincitrice dell'Orange Prize

31 Maggio 2012

L’Orange Prize (Women’s prize for fiction – Premio per la narrativa femminile) è un prestigiosissimo premio letterario inglese assegnato annualmente alla letteratura scritta da donne.

 

In termini economici si vince una somma pari a £30,000, a cui si aggiunge una statuetta in bronzo chiamata Bessie, ma soprattutto la visibilità che da 17 anni questo riconoscimento permette di dare a scrittrici di talento che rischiano di passare in secondo piano rispetto alle loro controparti maschili.

 

 

Si parte da una rosa ristretta di candidate, di solito nominate a marzo: possono essere di qualunque nazionalità, devono aver pubblicato in quell’anno un romanzo in lingua inglese e, chiaramente, devono essere donne. In passato a vincere sono stati nomi come Téa Obrecht (“L’amante della tigre” – 2011), Barbara Kingsolver (“The lacuna” – 2010), Marilynne Robinson (“Casa” – 2009), Rose Tremain (“The road home” - 2008) e molte altre.

Quest’anno il premio ha un valore particolare, perché è l’ultimo, almeno con questo nome: la compagnia di telecomunicazioni Orange che finora lo aveva sponsorizzato infatti ha annunciato che dall’anno prossimo non se ne curerà più. Il nome commerciale è destinato inevitabilmente a cambiare quindi, ma non ci è ancora dato sapere come, visto che non è stato ancora nominato uno sponsor ufficiale che raccoglierà la staffetta della Orange.

La rosa delle candidate di quest’anno era la seguente: Ann Patchett, Anne Enright, Esi Edugyan, Georgina Harding, Madeline Miller e Cynthia Ozick, e la vincitrice è…

…l’esordiente Madeline Miller con il suo romanzo “The song of Achilles”. Sebbene in Italia non sia ancora stato tradotto, per chi mastica l’inglese c’è una bella sorpresa. Il libro si trova infatti anche in versione kindle arricchita con audio/video.

La giovane autrice americana alla premiazione è apparsa visibilmente emozionata: “Sto tremando: trovarmi al cospetto delle altre autrici è stato un tale incredibile onore. Mi sconvolge”.

Il romanzo, come ci si può aspettare dal titolo, è ambientato nella Grecia dei miti e racconta la storia di Achille e Patroclo.

 

A cura di Tania

 

Fonte: Huffington Post