"L'Aquila e la spada" di Alvaro Gradella

10 Dicembre 2013


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Titolo: L’Aquila e la Spada

Autore: Alvaro Gradella

Editore: Runa Editrice

Prezzo: € 14,90

Pagine: 394

Uscita II Edizione: 17-12-2013

 

 

Quando presi in mano il romanzo di Alvaro Gradella - al quale va un grandissimo ringraziamento sia per la prontezza nel procurarmi una copia seppur digitale del suo libro, sia pazienza che ha avuto in questo tempo – non sapevo cosa aspettarmi.
Non ho mai avuto un feeling particolare con i romanzi storici romanzati, forse perché la storia – intesa come materia scolastica - mi è stata insegnata da individui stanchi e con pochissimo entusiasmo per la stessa.
Gradella, però, ha qualcosa che io reputo “speciale”: è stato in grado di farmi appassionare e al contempo spiegare e raccontare un periodo del nostro passato che ritenevo “ostico”.

Si tratta della storia degli antichi romani, e più precisamente di Magno Clemente Massimo, un personaggio di cui, lo ammetto, ignoravo l’esistenza.
Personaggi a parte, sui quali non oso soffermarmi per non snaturarli con la mia ignoranza in materia, la trama è solida e affascinante. Senza andare nel dettaglio per non anticipare niente, la storia narra le vicende del suddetto Magno Clemente Massimo, inviato in Britannia con lo scopo di diventarne Governatore. Ed è da lì che ha inizio il fascino di questo romanzo. Con parole sapienti e una capacità descrittiva fuori dall’ordinario, Alvaro Gradella crea un mondo nel mondo, modella il passato e risveglia nostalgia per un’epoca non vissuta, dove la gente aveva coraggio e grande onore. Le battaglie – cosa che io immensamente adoro e alla quale pongo molta attenzione – sono incisive e si susseguono veloci, precise, non confusionarie.
Lo stile di Gradella – uno stile che annovero tra i miei preferiti, in generale – è cristallino, pulito, ma al contempo – e questa è una grandissima abilità – descrittivo senza risultare prolisso né pedante. Forse, per le sensazioni provate, sarebbe più corretto parlare di uno stile suggestivo e vivido. Vivido come le immagine di luoghi e personaggi fantastici che le sue parole sono in grado creare.
E’ un romanzo che lascia il segno e che insegna qualcosa. Insegna la passione per la storia, per popoli ormai estinti, per due culture che, ritenute incompatibili, si fondono e danno origine a una terza più magnifica e intrigante…
Forse “L’Aquila e la Spada” è una nuova concezione di leggenda, o forse no, ma di certo si tratta di un piccolo gioiello, una perla, un romanzo che vale la pena di leggere