“Il Romanticismo e l’Effimero – La Trilogia Tedesca” di Mori Ōgai. Letture d’Oriente #5

23 Gennaio 2014

Mori-OgaiRomanshugi (ロマン主義)è il termine che in Giappone designa una sensibilità artistica affine al movimento artistico europeo a cui si ricollega esplicitamente, o almeno nelle sue prime fasi evolutive.

Il più grande personaggio che, grazie al suo notevole rilievo, ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione dell’idea romantica grazie alla sua profonda conoscenza della cultura tedesca fu Mori Ōgai. Inviato a Berlino, dove, mentre conduceva le sue ricerche mediche, coltivò le sue aspirazioni letterarie. La sua attività di traduttore portò il Giappone a conoscere molti scrittori della letteratura europea non del tutto irrilevanti, quali: Goethe, Tolstoj, Ibsen, Shakespeare, Poe, D’Annunzio e altri. Fra il 1890 ed il 1891 circa pubblicò la Trilogia Tedesca, il prodotto più significativo della sua ispirazione romantica.

La trilogia ambientata in Germania, composta da Maihime (舞姫 “La ballerina”), Utakata no ki (うたかたの記 “Ricordi di vite effimere”) e Fumizukai (文づか “Il messaggero”), fu la prima opera scritta dopo il suo ritorno dalla Germania (racconti in retrospettiva). Si presenta al lettore come una breve raccolta di racconti (non più lungo di 112 pagine, contando che le prime 36 sono introduzioni varie all’opera ed all’autore redatte da Matilde Mastrangelo) che racchiude, però, fra le sue pagine un immenso valore letterario di Epoca Meiji, infatti ci presenta il mondo occidentale di quell’epoca visto dagli occhi di un giapponese. E’ un continuo paragone fra due mondi diversi, quello che la voce narrante, l’io dello scrittore, conosce (l’oriente) ed il paese a lui nuovo, sconosciuto (la Germania), non per questo uno degli aspetti principali che spesso si ritrovano in tutte e tre le storie è la vita quotidiana e/o nobiliare che si svolgeva nelle città europee (Berlino, Monaco, Regione della Sassonia).

Sono storie semplici e velate, ognuna a modo suo, da quel velo di malinconia che richiamamaihime quel “mono no aware” (capacità di entrare in sintonia con la bellezza dei vari elementi) che nasce e si sviluppa nella letteratura classica di Epoca Heian. A questo proposito è interessante notare come i personaggi maschili (Toyotarō, Kose e Kobayashi) rappresentino un aiuto del tutto morale per le sfortunate ed infelici protagoniste, travolte da eventi drammatici, anche se non sempre il loro intervento risulti risolutivo al 100%. In ognuno dei racconti viene privilegiato un aspetto in particolare del romanticismo , pur rimanendo presenti numerosi spunti; nel primo, la tensione verso la conquista della libertà e dell’autonomia del singolo; nel secondo, la passionalità dell’arte e l’incontro con la storia; nell’ultimo, il rispetto dei sentimenti ed una risposta all’aspirazione individuale. Tra gli altri, Maihime (uno dei racconti più famosi e studiati della letteratura moderna giapponese) contiene un tema importante del romanticismo: la coscienza della propria infelicità, in effetti Toyotarō si rende conto di quanto sia triste e frustato una volta solo arrivato in Germania.

La riconoscibile ispirazione autobiografica della trilogia ha portato ad una costante corsa tra i critici all’individuazione dei modelli che hanno ispirato i vari personaggi. “Sul podio” dev’essere inserito l’autore stesso per i riferimenti alla sua esperienza in Europa messi in rilievo da Ōgai stesso nei suoi numero si diari di viaggio, anche se copertina Trilogia lrdifficilmente si possono dimostrare che, ad esempio, le relazioni sentimentali raccontate in Maihime si siano realmente verificate. Certo, il fatto che tanti particolari dal primo racconto, come dagli altri, siano veri, conduce ad una facile confusione nella distinzione fra fittizio e realtà. In Utakata no ki, fu molto importante l’incarico che lo scrittore fece a Monaco con lo pittore Harada Naojirō per la costruzione della figura di Kose, mentre nell’ultimo racconto ancora più evidenti, ed indicati da Ōgai stesso, sono i riferimenti alla sua vera esperienza presso la nobiltà tedesca.

Sicuramente una piccola perla che gli amanti della letteratura giapponese in generale,  moderna nello specifico, dovrebbero leggere almeno una volta nella vita; forse non sarà il capolavoro del secolo, ma riesce in poche pagine e parole a “mostrare” quella bellezza e sensibilità romantica europea vista, però, dalla parte opposta del mondo.

Per alcune delle informazioni inserite ci si ricolleghi a: "La narrativa giapponese moderna e contemporanea" a cura di  Luisa Bienati e Paola Scrolavezza