Letture d'Oriente # 3 - Fra classicismo e contemporaneità: il Taketori Monogatari

13 Novembre 2013

libri dorienteFino ad ora abbiamo sempre trattato argomenti riguardanti quella che è la letteratura giapponese contemporanea. E’ giunto il momento di fare un passo indietro di qualche secolo e di parlare di letteratura classica.

Durante la storia letteraria giapponese furono davvero molti i testi che vennero redatti e pubblicati; fra tutti alcuni hanno spiccato per eleganza, grande raffinatezza o semplicemente perché perni importanti per opere di epoche successive. Nello specifico, oggi voglio parlarvi di quella che è una della mie opere predilette di Epoca Heian: il Taketori Monogatari.

Prima di tutto però ci tengo ad illustrarvi, molto brevemente, che cos’è di per se un monogatari. Il termine monogatari è dato dall’unione di mono e kataru (raccontare), dove katari fa riferimento alla tradizione orale. S’intende il raccontare oralmente i fatti di cui l’autore è venuto a conoscenza.

Queste storie raccontate (considerate storie di fiction), sono costruzioni fittizie intrecciate con la vita reale, ma basate principalmente sulla fantasia. Danno l’idea di un tessuto narrativo, anche se con una trama esile, e presentano una struttura episodica (struttura di base), dove ogni episodio è una storia a sé, nonostante i collegamenti di trama. La struttura episodica è più evidente dove il monogatari presenta una struttura più lunga ed oltre a questo è anche legata ad un discorso materiale; infatti venivano redatti su rotoli (maki) che si srotolavano con la sinistra e si arrotolavano con la destra (era visibile solo una porzione molto limitata di rotolo, in quanto non veniva completamente srotolato). Compito dei monogatari è quello di arricchire ciò che conosciamo da una visione storica, con dettagli culturali di vita quotidiana che altrimenti col passare del tempo sarebbero andati del tutto persi.

TaketoriMonogatariTaketori Monogatari (Storia di un Tagliabambù) - 竹取物. Non si sa nulla dell’autore (anonimo) del Taketori monogatari (905 ca. – X secolo), poiché i primi testi manoscritti che abbiamo dell’opera risalgono a 3-4 secoli successivi. È un monogatari pre-Genji, Murasaki Shikibu stessa (autrice del Genji Monogatari, altra pietra miliare della letteratura classica giapponese) afferma che il Taketori è il monogatari più antico, l’antenato di tutti i monogatari, la cui struttura dà origine al genere stesso. È presente l’episodicità, nonostante sia meno evidente del Genji ed a differenza di quest’ultimo (romanzo fittizio) dove l’immagine dell’epoca è reale, ma il personaggio di Genji è inventato, il Taketori è interamente fantastico.

 

L’intera vicenda prende in analisi la figura di Kaguyahime, una piccola creatura di tre pollici, trovata per caso all’interno del tronco di una pianta di bambù da un vecchio tagliabambù che, assieme alla moglie, decide di adottarla per crescerla come loro figlia. Non sanno però che la piccola bambina in realtà proviene dalla Luna e che è stata mandata in esilio sulla Terra. Crescendo la fanciulla diverrà sempre più bella e molti saranno i suoi pretendenti ma solo chi riuscirà a passare determinate prove da lei proposte potrà avere l’onore di prenderla in moglie.

I temi che vengono trattati all’interno dell’opera sono principalmente due: il topos del bambino ritrovato che porta felicità e fortuna ad una coppia senza figli (spesso ripreso in racconti di quest’epoca) ed il topos del viaggio in un mondo sconosciuto, a volte sottomarino. Possiamo dividere l’intero racconto in determinate fasi che ne caratterizzano i contenuti: il ritrovamento di Kaguyahime, una fase veloce e complessa, le prove dei principi, una sezione più articolata e ampia, che consiste nel ritrovare oggetti sacri del buddismo o che hanno qualche potere particolare (il primo dovrà portarle in dono la sacra ciotola del Buddha, il secondo un ramo del leggendario albero dal tronco d'oro e foglie d'argento, il terzo la pelle di un topo di fuoco dalla Cina, il quarto il gioiello dai molti colori posto sul capo di un drago e infine il quinto la preziosa conchiglia nascosta nella pancia di una rondine) ed infine il rifiuto di Kaguyahime dell’amore dell’imperatore e il ritorno sulla Luna dove viene ristabilito l’equilibrio. Anche se l’equilibrio alla fine del racconto è ristabilito, la sua precedente rottura comporterà un prezzo da pagare non del tutto indifferente.

La lingua con cui l’opera viene redatta è molto semplice e si presenta molto vicino al parlato; nella traduzione originale possiamo notare il suo essere redatto in hiragana con qualche presenza sporadica di cinese (kanji); presenta una prosa inframmezzata da 15 waka (poesie, anche se di scarso pregio); si ha un intreccio di oralità e testualità (racconto di antiche leggende/descrizione della vita reale). L’opera presenta un andamento rapsodiaco che ricorda molto i racconti orali. Altre importanti caratteristiche sono la caratterizzazione psicologica dei personaggi (è un testo molto conosciuto in varie versioni, sembra quasi una fiaba), che presentano caratteristiche proprie, a partire dal tagliabambù, alla “freddura” di Kaguyahime fino a giungere ai pretendenti; realismo che porta descrizioni di vita quotidiana e l’ironia (più evidente rispetto agli altri monogatari) che verrà mostrata dalle prove (che presentano al lettore la meschinità degli uomini).

InuYasha movie 2Monogatari più antico (come già detto) citato anche all’interno del Genji e questo è stato reinterpretato in epoca contemporanea in varie versioni, compresi anime e manga. A tale proposito si ricordi, ad esempio, “Il castello aldilà dello specchio”, secondo movie di Inuyasha, in cui la figura di Kaguya cambia totalmente “faccia” e perde quella che è la sua “umanità” per diventare in tutto e per tutto quella della mistica creatura ultraterrena della tradizione letteraria giapponese, ingannando anche i protagonisti della vicenda (Inuyasha e compagni) all’interno di una trama che richiama in maniera del tutto lineare (con ovviamente alcune divergenze per un bisogno di trama) quella del racconto originale.

All’interno della letteratura manga invece abbiamo visto molto spesso richiami a quest’opera: basti citare, ad esempio, Sailor Moon, dove la figura della Principessa della Luna rinata sulla Terra la fa da padrona per tutta la storia, nonostante in questo caso però l’autrice (Naoko Takeuchi) abbia deciso di unire questa “divina” figura con quelle di altre antiche culture (greca, per citarne una). Altra opera che vorrei citarvi in campo manga è “La spada incantata di Sakura” di Arina Tanemura, serie da poco completatasi nelle fumetterie per conto di Planet Manga. Qui la storia, oltre che prendere in analisi la figura di Kaguyahime e delle sue discendenti -Sakura principalmente, in quanto è la protagonista dell’intera vicenda che fra oni e spiriti dovrà capire qual è il suo posto nell’universo (se sulla Terra o sulla Luna)-, si svolge letteralmente all’interno della corte di Epoca Heian, quindi nel periodo in cui l’opera venne originariamente redatta. coverjap

Fra classicismo e contemporaneità, è un’opera che non morirà mai, nonostante la sua ormai veneranda età e che verrà sempre riconosciuta come una delle pietre miliari che hanno dato origine alla letteratura giapponese moderna e contemporanea, testimone di quello che fu il passaggio di Kaguyahime sulla Terra di cui (come narra la storia) rimarrà solo <<quel fumo che ancor oggi sale alle nuvole>> dal monte più vicino al cielo.

Per alcune delle informazioni inserite ci si ricolleghi a: "La narrativa giapponese classica. Vol. 1" a cura di  Luisa Bienati e Boscaro Adriana & "Letteratura giapponese. Vol. 1: Dalle origini alle soglie dell'età moderna."