MondoCampiello #2013 Intervista a Giovanni Cocco

17 Settembre 2013

wbresizeLa redazione di Youbookers continua a proporvi interviste legate al Premio Campiello 2013: oggi è il turno di Giovanni Cocco, autore de "La Caduta", edito Nutrimenti, libro entrato tra i 5 finalisti del premio di quest'anno.

 

 

1- Il tuo è un libro con una struttura molto particolare, con una architrave di fondo che regge una serie di racconti. Come hai scelto gli avvenimenti storici che fanno da sfondo ai vari racconti?

Ho cercato in tutti i modi di evitare la vicenda del World Trade Center, già sentita e risentita. Ho individuato un arco di tempo di circa dieci anni (2004 – 2014) in cui sono successe parecchie cose. Non si tratta di racconti. Solo una lettura superficiale può ingenerare questo equivoco. Se uno ha letto Underworld o la Trilogia di New York sa a quale genere di romanzo faccio riferimento. Ci sono così tanti nessi tra un capitolo e l’altro (il tema della vita in potenza, quello delle banche, quello dell’omosessualità, quello del padre), così tanti segnali (le strisce pedonali, i tatuaggi, le squadre di calcio, la descrizione fisica di alcuni personaggi) e così tanti messaggi inviati al lettore che ancora oggi mi stupisco quando uno parla di racconti.

2- Esistono uno o più personaggi a cui ti senti più vicino? Perchè?

Faccio l’autore e non l’assistente sociale. L’unica cosa che mi interessa è che un personaggio sia ben riuscito. Il resto non conta. 

3- L'architrave a cui facevamo riferimento prima è basata su citazioni bibliche che mirano a porre l'attenzione sul decadimento oseremmo dire "apocalittico" dell'Occidente negli ultimi dieci anni. E' solo questo ciò che vuoi dirci tramite le citazioni bibliche o c'è una ulteriore chiave di lettura? Lo capiremo solo a quadrilogia completata?

Il David di Coccioli ha la stessa impostazione. Per non parlare del Quinto Evangelio di Pomilio. Il primo capitolo, ispirato alla Genesi, parla di una donna che rimane incinta. Quindi il soggetto è quello del feto, dell’embrione, della vita. Il secondo capitolo, ispirato a quello dell’Esodo, racconta le gesta di due immigrati ivoriani e del loro peregrinare attraverso l’Africa e il Mediterraneo. Il terzo capitolo, ambientato nel mondo degli studi legali di Londra (tutti i personaggi hanno qualcosa a che vedere con la carriera nel foro) è ispirato al Levitico, il libro delle leggi.

4- A quali testi ti sei ispirato scrivendo "La Caduta"?

I modelli, inarrivabili, erano quelli di 2666 di Bolano, Underwolrd di De Lillo e Pynchon, L’arcobaleno della gravità. Grandi macchine narrative che non perdono mai di vista il lettore. La leggibilità è il criterio a cui mi attengo. La Caduta è il primo episodio di un romanzo ben più vasto.

5- In uno scenario come quello che hai delineato, quantomeno nella chiave di lettura che si percepisce, pare quasi che l'umanità stia vivendo un'epoca irrimediabilmente volta al decadimento. Esistono "spiragli"? La letteratura può essere ancora un modo per far trionfare il lato geniale e creativo dell'uomo anche in momenti di profonda crisi?

La letteratura non ha, tra i suoi compiti principali, quello di dettare principi morali o di suggerire ricette. Mi fanno ridere coloro che sbandierano la balla del cosiddetto impegno civile. E’ nella questione estetica, principalmente, che si decide la bontà, il valore e la forza di un testo.

6- Come hai preso la notizia della scelta del tuo libro nella rosa dei cinque del Campiello?

Mentre cucinavo polenta e missoltini, nella mia casa di Lenno. E’ seguita un’ora di tachicardia.

7- Puoi darci qualche anticipazione sull'annunciato seguito di "La Caduta"?

Il prossimo libro, in uscita per Feltrinelli all’inizio del 2014, andrà nel solco tracciato da "Ombre sul lago" (il noir pubblicato da Guanda e scritto in coppia con mia moglie Amneris Magella, in corso di traduzione in 9 Paesi): maggiore semplificazione e maggiore leggibilità. Il progetto Genesi prosegue con Nutrimenti. "La Promessa", in uscita a settembre 2014, sarà un romanzo di ambientazione americana.

8 – Leggere poco per non farsi influenzare o leggere tanto per creare un solido bagaglio culturale?

Io ho cercato e cerco di leggere tutto, dai classici ai contemporanei, senza pormi limiti di genere. Ma non ho mai abbastanza tempo per leggere tutto quello che vorrei.

9 – Qual è la ricetta per un buon libro?

Non ho ricette. Posso dirti i libri che più mi hanno impressionato negli ultimi anni, tralasciando Pynchon, De Lillo e Bolano di cui ho già parlato. Follia di McGrath, La Versione di Barney di Richler, Seminario sulla gioventù e Vita standard di un venditore provvisorio di collant di Busi. Tra i giovani italiani Elisabeth di Paolo Sortino e Il toro non sbaglia mai di Matteo Nucci. Quattro giorni fa Pieno Giorno di Moehringer.