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Intervista a Fatima Bhutto

Fatima bhutto 2I Bhutto. Bhutto è un cognome che è entrato nella storia del Pakistan. Un cognome che hanno vestito in molti. Un cognome che nel corso degli anni ha fatto succedere al potere dello stato pakistano, tra tutti: Ali e Benazir Bhutto. Uomini e donne con la stessa radice che hanno fatto la storia di questo difficile paese orientale. Lo stesso ceppo dal quale discende anche Fatima Bhutto. Scrittrice e poeta al suo primo romanzo edito in Italia da Cavallo di Ferro: L'ombra della luna crescente. (QUI la recensione).

Fatima è una donna molto forte, una donna molto diretta, una donna che ha scritto un romanzo coraggioso. 

1) L’ombra della luna crescente è un romanzo sorprendente. Un libro che credo nasca da un percorso compositivo abbastanza lungo. Perché l’esigenza di scrivere un romanzo dopo il saggio “Songs of Blood and Sword?? Qual è stato il più difficile da scrivere?

Ho sempre amato i romanzi e ho iniziato a scrivere “L’ombra della luna crescente? prima che “Songs of Blood and Sward? fosse pubblicato. E’ stato molto più difficile che scrivere un saggio, quasi come imparare una nuova lingua perché le regole sono diverse, la struttura, il modo in cui segui i tuoi personaggi.  E’ stato anche molto liberatorio. Credo che il romanzo sia un genere più compassionevole.

2) La struttura  usata  è molto vicina al romanzo thriller. Il lettore è curioso di sapere quali siano gli eventi successivi e si lega alla trama. Ma lei riesce a sorprenderci intersecando a questa struttura tematiche molto delicate. In questo modo i lettore rimane sorpreso. La trama non conta nulla. Come mai questa scelta?

Ho pensato molto al tempo durante la scrittura. Il tempo nel nostro paese scorre in maniera differente rispetto al mondo occidentale, è un continuo dipanarsi, è un viaggio.

3) Personaggi che fanno scelte molto difficili. Aman Erum, Sikandar e Hayat, tre fratelli che prendono tre strade diverse. Ma cosa li unisce?

L'ombra di vivere in un paese segnato dalla violenza e dalla paura. Tutti sono marchiati, nessuno è libero dal pregiudizio. Non penso che la paura sia così importante nei personaggi , perché siamo spaventati, è una sentimento umano, primordiale. E' come rispondiamo alla paura, come la osserviamo, che ci fa segnare in qualche modo.

4) Le radici sono molto importanti. Devono essere tramandate, devono avere funzione formativa. Quanto hanno inciso le sue durante la stesura?

Influiscono sul tipo di persone sulle quali sono curiosa di scrivere, coloro le cui voci non sono ascoltate, coloro che vivono nelle periferie, i deboli…

5) Chiave del romanzo sono a mio avviso le figure femminili. Figure coraggiose e decise. Sono quelle che permettono il cambiamento. Come mai proprio la donna?

Perché questo è quello che  sono le donne nell’ Asia meridionale - sono guerriere. CombattonoFatima bhutto 1 contro enormi problemi, senza nessuna protezione, nè dalla legge o dallo stato e spesso neppure dalle loro comunità, ma lo fanno con un grande senso di appartenenza, di giustizia, di armonia. Ma al di fuori dell'Asia si vede una sola immagine delle donne dalla nostra parte del mondo – donne deboli, sottomesse, oppresse. Noi non parliamo di coraggio,  compassione, del dover  lottare continuamente contro l'ingiustizia. Penso però che sia giunto il momento di iniziare.

6) Uno dei suoi personaggi ad un certo punto decide di allontanarsi dalla sua terra. Avviene il distacco. Ma quanto può essere positivo per la tradizione, le radici e la formazione di ogni singolo individuo?

Non può essere giudicata da nessuno se non dagli individui. Credo che le frontiere nel mondo iper-connesso di oggi sono assurde, non hanno senso. Perchè limitiamo il fluire di persone,  idee e culture? L'appartenenza è qualcosa con cui tutti i personaggi lottano. Alcuni interpretano l’appartenenza come radici, altri hanno l'appartenenza della memoria, del cuore e penso che ognuno debba scegliere che tipo di appartenenza ricercare.

7) Decisioni, politica e violenza sono caratterizzati da una costante comune: l’estremismo. Quanto può essere dannoso questo fenomeno?

E' molto dannoso. Qualsiasi idea rigida lo è. Qualsiasi convinzione che escluda invece di incoraggiare i legami con gli altri è destinata ad essere estremamente dannosa.

8) Quali sono le penne che l’hanno ispirata? Le penne che sono diventati dei maestri per lei.

Damon Galgut, Hector Abad, Joan Didion sono i miei preferiti. Ma ho imparato da tutto quello che ho letto, è la bellezza dei libri. Amo moltissimo anche i poeti - Agha Shahid Ali e Nizar Qabbani in particolare.

9) La paura è un tema centrale del libro. Qual è invece la sua?

Dipende dal momento. In questi giorni ho molta paura per il Pakistan e per la direzione che sta prendendo

ORIGINAL VERISON

1) The Shadow of the Crescent Moon is a surprising novel. It’s a book that I think stems from a fairly long compositional path. Why did you feel the need to write a novel after the essay Songs of Blood and Sword? Which one was the most difficult to write? 

I’ve always loved fiction and began writing the novel before Songs of Blood and Sword was published. IT was much harder than writing non fiction, almost like learning a new language because the rules were so different, the structure, the way your eyes follow characters. But It was also very liberating – not to have to judge constantly. Fiction is a more compassionate genre I feel.

2) The structure used here is very close to the one used in thrillers. Readers are curious about subsequent events and get attached to the plot. But you manage to surprise us interweaving with this structure very sensitive themes. This way, the reader is surprised. The plot doesn’t matter. Why this choice?

I was thinking about time a lot when I was writing. How time works in our part of the world is very different than the western model – it’s a constant unraveling, a journey.

3) Characters who make very difficult choices: Aman Erum, Sikandar and Hayat, three brothers who take three different paths. But what unites them?

The shadow of living in a country marked by violence and fear. It casts a shade over everyone, it doesn’t leave anyone untouched. I don’t’ think fear is that important in terms of character – because we are all afraid, it’s a primal, human feeling. But its’ how we respond to fear, how we observe it, that does mark us in some way.

4) Roots are very important. They must be handed down, they must have a formative function. How much have yours affected you in your writing?

It affects the type of people I am curious about writing about certainly, those whose voices are not heard, those who are on the peripheries, the powerless…

5) One of the keys to your novel is female characters, in my opinion. Characters that are assertive and brave. They are the ones who allow change. Why women? 

Because that is what women are like in South Asia – they are warriors. They fight against enormous odds, with no protection from any quarters, not from the law or from the state and often not even from their communities, and yet they do so with a sense of belonging, of justice, of harmony. But outside of Asia you only see one image of the women from our part of the world – they are weak, submissive, oppressed. We don’t speak about the bravery, the compassion, the will they have to continually struggle against injustice. I think it’s high time we start though.

6) At some point, one of your characters decides to move away from his land. An estrangement occurs. But how much can such a thing be positive for the tradition, the roots and the development of each individual?

That can’t be judged by anyone but the individual. I do believe that borders in today’s hyper connected world are absurd – it doesn’t make sense. How do we restrict people, ideas, cultures from flowing and from moving? Belonging is something all the characters struggle with. Some understand belonging as roots, others have the belonging of memory, of the heart and I think each one has to chose just what kind of belonging they seek.

7) Decisions, politics and violence are characterized by a common constant: extremism. How much can this phenomenon be harmful?

It’s very harmful. Any rigid idea usually is. Any belief that excludes rather thank includes is bound to be extremely harmful.

8) What authors have inspired you? Which ones have become teachers for you?

Damon Galgut, Hector Abad, Joan Didion are favourites of mine. But I learn from everything I read – it’s the beauty of books. I love poets too – Agha Shahid Ali and Nizar Qabbani especially.

9) Fear is a central theme of the book. What is your greatest fear?
It depends on the day. These days I feel a lot of fear for Pakistan and the direction it is heading in…

Fatima Bhutto
L’ombra della luna crescente
Cavallo di ferro, 2013
Traduzione di Daniela di Falco, 16,50 €

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