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Acquanera di Valentina D'Urbano: recensione e intervista all'autrice.

Acquanera-di-Valentina-D-Urbano main image object 1Titolo: Acquanera

Autore: Valentina D'Urbano

Pagine: 360, rilegato

Prezzo: cartaceo 14,90 euro, ebook 9,99 euro

Casa Editrice: Longanesi

Anno Pubblicazione: 2013

Anna e Luisa della redazione Youbookers hanno avuto il piacere di leggere e recensire per voi questo nuovo libro di Valentina D'Urbano. Di seguito, dopo la videorecensione, troverete anche un'intervista che l'autrice ha gentilmente rilasciato alla nostra redazione. Buona visione e buona lettura!

INTERVISTA ALL'AUTRICE

- Il tuo libro sembra parlare di due diversi aspetti dell'essere madre. Il lato amorevole, l'istinto materno che tanto viene presunto come ancestrale e insito in ogni madre naturale come avviene con Elsa e il rifiuto totale, difficoltoso a leggersi e immaginarsi come quello che avviene con Onda o con la madre di Luce. E' stato difficile per te parlare anche di questo "non-amore" come è stato difficile accettarlo per noi lettori?

In realtà mi è venuto naturale, quando si è delineato il carattere di Onda. Non avevo previsto che il rifiuto nei confronti di sua figlia fosse così forte, non l’avevo deciso io. Arriva un momento in cui i miei personaggi prendono vita e fanno di testa loro. Io li immagino e poi li lascio liberi di fare quel che vogliono, perciò credo che questo non-amore di Onda nei confronti del mondo (e anche nei confronti di sua figlia) sia un lato naturale del suo carattere, ecco perché non è stato complicato scriverne.

- Non vogliamo rivelare l'epilogo di questo libro ai lettori, ma cerchiamo di formulare una domanda senza dare troppe nozioni. Fino a un certo punto della storia sembra quasi che la voce narrante, quella di Fortuna, si sia "salvata" da una storia personale che potesse segnarla, farla cambiare, essere diversa... Fino al punto in cui scopriamo che le cose invece non erano come sembravano. E' il risultato naturale di una successione di eventi (non-amore materno, famiglia "particolare"...) a portare Fortuna a questo epilogo, quasi come se fosse una naturale evoluzione degli eventi o Fortuna ci ha "messo del suo"? Chi è per l'autrice Fortuna? Vittima o artefice delle situazioni?

Tendo a giustificare molto il comportamento di Fortuna. È una vittima due volte. Non viene amata, viene rifiutata da sua madre e non sa come reagire alle situazioni e agli affetti che le si presentano davanti. Proprio come Onda, che non ha colpa di essere come è, anche Fortuna avesse avuto l’amore di sua madre, sarebbe stata diversa.

-Il libro è pieno di concetti apparentemente negativi: la solitudine, i morti che veste Luce, i morti con cui parla Onda, il lago freddo, nero, difficile da navigare, un paese di persone superficiali e paurose. Da cosa nasce tutta questa negatività?

Dal mio lato nero. Ho scoperto di avere un amore viscerale per le storie piene di personaggi controversi eppure difficili da odiare. È vero nel libro ci sono tanti concetti negativi ma da questi, inaspettatamente nascono concetti positivi, come l’amore, l’amicizia, la speranza. Mi piace cercare di tirare fuori la luce da posti in cui sembra che ci sia solo tenebra fitta.

- Nel tuo romanzo c'è una componente magica che con maestria hai saputo tratteggiare senza lasciarla troppo sotto i riflettori, sottolineando come ci siano forze a volte ben più oscure e potenti nei sentimenti umani. Nonostante questa premessa vorremmo chiederti come ti sei documentata riguardo a storie di medium e se credi possano esistere delle forze e delle presenze per noi non percepibili.

Mi sono documentata su alcuni libri che parlavano di fenomeni paranormali, ma ho sempre avuto un occhio critico al riguardo. Sono atea e razionalmente non credo ci sia vita dopo la morte, anche se qualche volta mi viene il desiderio di credere che ci sia un’aldilà per poter risentire la voce di quelli che ho amato e che non ci sono più.
Per scrivere questo libro ho dovuto un po’ soffocare la mia parte razionale e scendere in quella più istintiva, la mia parte che, anche se non lo dà a vedere, in qualche modo spera.

- I paesaggi e i luoghi del tuo libro sono frutto di invenzione, il lettore sa solo la loro localizzazione geografica a nord dell'Italia. Esiste però un luogo, o più luoghi, ai quali hai pensato mentre descrivevi Roccachiara e il suo lago?

Certi paesi incontrati durante i miei viaggi. Il paese dei miei nonni come lo vedo nei ricordi di quando ero piccola. Certi laghi anche qui nei dintorni di Roma, che sembrano innocui e invece sono bui e profondissimi. Ho un timore reverenziale per i laghi, mi affascinano.

-Uno dei temi presenti nel tuo libro è quello dell'emarginazione data dal sospetto e dalla superstizione. Quanto "pesa" l'emarginazione nella vita di un tuo personaggio?

Pensandoci bene, il tema centrale dei miei romanzi, anche di quelli che non sono che un’idea nella mia testa, è sempre l’emarginazione. Sociale, ambientale, reale o immaginaria, in qualche modo c’entra sempre. Amo molto i miei personaggi ma mi diverte metterli in situazioni difficili, vedere come reagiscono e come riescono a cavarsela. Sono una “madre? snaturata, un po’ come Onda. ;)durbano acquanera

- Il tuo romanzo parla di donne. Donne forti, speciali, fuori dal comune e per certi versi spietate. Una scelta netta che ha reso questo romanzo , pur avendo personaggi femminili, un anti-romanzo rosa. Elsa, Luce, Onda, Fortuna: rappresentano secondo te ciascuna varie caratteristiche (più o meno sofferte) dell'essere donna?

L’idea dell’anti-romanzo rosa mi piace molto. Sia chiaro, di romanzi del genere ne leggo molti anche io (ogni tanto ho bisogno di qualcosa che sia assolutamente positivo) ma quando si tratta di scrivere do fondo a quello che sento più forte dentro di me, e dentro di me ci sono questi personaggi che incarnano, appunto, le caratteristiche più complicate e sofferte dell’essere donna.

- Ogni capitolo apre con alcune citazioni di Fabrizio de André, in particolare ci hanno colpito le citazioni tratte da "Dolcenera" (canzone che affronta il tema dell'alluvione che ha colpito Genova nel 1972) per il naturale rimando al lago e alle acque, e le citazioni tratte da "La collina" che si rifà alle parole di Edgar Lee Masters ne "L'antologia di Spoon River". In particolare quest'ultima è una raccolta di poesie che raccontano le vite dei defunti di un paesino fatto di chiacchiericci, abitudini, vecchie superstizioni come Roccachiara. Esistono ancora in modo così forte secondo te queste atmosfere in certi paesini in Italia?

Assolutamente sì, esistono ed esisteranno sempre. È una parte della nostra nazione che anche se ha i suoi lati negativi non va assolutamente perduta. In questa ricerca di tradizioni nascoste o dimenticate, la musica di De André mi ha aiutato moltissimo. Ho scritto Acquanera ascoltando la sua discografia, e sono sicura che in qualche modo abbia influito.

- L'amicizia è un altro potente sentimento presente in questo libro. Un'amicizia che fino a un certo punto sembra indissolubile e sembra essere un'erbetta fresca che cresce in mezzo alle rocce. Cosa a tuo avviso non si può "sopportare" per amicizia? Nel libro è piuttosto chiaro, ma volevamo conoscere anche la tua visione generale di questo sentimento.

È una banalità, ma è anche la cosa più vera: il tradimento. In qualunque rapporto umano il tradimento giustifica una rottura irreversibile. Per il resto si può sopportare tutto, gli allontanamenti, i piccoli torti magari fatti senza pensare, alcune mancanze che fanno parte del carattere di una persona. L’unica cosa imperdonabile è il tradimento, l’amicizia, quella vera, per me non si vende per niente al mondo.

- Quali sono le tue influenze letterarie?

Più che altro, “Quante? sono, e sono tante. Da Emily Bronte a Niccolò Ammaniti e in mezzo c’è tutta una serie di sfumature (non le cinquanta).

-C'è un libro che ci consigli?

L’ultimo che ho letto di Carl-johan Vallgren, "L’uomo del mare".
E poi “Non lasciarmi? di Ishiguro. Sono molto diversi da quello che scrivo io, ma mi hanno colpito moltissimo.

-Ci sono progetti futuri in cantiere?

Un altro libro, è ovvio. Ma scrivo con molta calma, c’è tempo.

La redazione Youbookers ringrazia l'autrice e vi invita a leggere questo libro davvero magico e coinvolgente.


 

valentinad-urbanoCenni sull'autrice: Valentina D'Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l'infanzia. Esordisce nel 2012 con "Il rumore dei tuoi passi", vincitore del torneo IoScrittore I° edizione, premio città di Penne opera prima, finalista Premio Kihlgren, finalista Premio Zocca Giovani e premio città di Cuneo - sezione scuole. "Acquanera" è il suo secondo romanzo. 

 

E decisi di cancellare pure Luce, la sua figura instabile, chè dimenticare è meglio che avere un brutto ricordo. Ci ho provato. Ho provato a tirarmela fuori, a snidarla dai miei ricordi, a sostituire la sua faccia con una faccia qualsiasi. A far sì che il suo nome diventasse un suono sconosciuto. Invece, lei è stata più tenace di me. Tanto che è riuscita a richiamarmi qui, a centinaia di chilometri di distanza da quella che ormai considero casa mia. Sono tornata indietro a cercare cose che ho abbandonato anni fa. Sono tornata per sapere se l'hanno ritrovata, se davvero quelle ossa scalcinate, quel cranio senza capelli appartengono a lei. E se così fosse, sono qui per rivederla. Perchè sono passati dieci anni, e ho avuto un'altra vita, e altri amici e delle persone che mi hanno amato. Ma nessuno di loro, mai, mi amerà come ha fatto lei. E' soprattutto per questo che sono tornata, ma c'è anche altro. E' una storia lunga.

(Acquanera, Valentina D'Urbano, Longanesi 2013)

 

 

 

 

 

 

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